L’ex parlamentare presenta formale denuncia al viceministro degli Esteri Dell’Utri e sollecita un intervento diplomatico urgente per i quarantaquattro connazionali reclusi
CARACAS – L’ex parlamentare venezuelano e già prigioniero politico, Américo De Grazia, ha richiamato l’attenzione sulle precarie condizioni dei prigionieri politici italo-venezuelani. L’esponente dell’Opposizione venezuelana ha presentato formale denuncia a Roma presso la Farnesina. De Grazia, infatti, ha incontrato il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Massimo Dell’Utri, al quale ha consegnato un esposto dettagliato dossier.
L’atto mira a richiamare la massima attenzione del Governo italiano sulla drammatica condizione detentiva in cui versano numerosi cittadini italo-venezuelani. Questi ultimi risultano privati della libertà personale dalle autorità di Caracas per motivazioni di natura prettamente politica.
Il nucleo della denuncia di De Grazia poggia su un dettagliato dossier statistico ed ispettivo. I dati ufficiali in possesso del dirigente indicano la presenza di 44 cittadini di origine italiana attualmente censiti come prigionieri di coscienza. Il documento consegnato ai vertici della diplomazia italiana analizza nello specifico 12 casi di imminente gravità. L’esposto descrive il regime di detenzione cui sono sottoposti i soggetti con doppia cittadinanza. Essi risultano vittime di un sistematico isolamento istituzionale, in un quadro di grave deperimento psicofisico causato dalle condizioni strutturali dei penitenziari venezuelani.
I rilievi formulati da De Grazia configurano un quadro di aperta violazione del diritto internazionale. Secondo la documentazione, i tribunali locali operano in aperta violazione delle garanzie del giusto processo. Nei centri di reclusione si registrerebbero costanti violazioni dei diritti umani fondamentali, aggravate da sovraffollamento, carenza di assistenza medica d’emergenza e sospensione arbitraria dei diritti di visita dei familiari.
L’iniziativa diplomatica promossa a Roma persegue l’obiettivo di sollecitare un intervento coeso da parte dell’Esecutivo italiano e delle istituzioni dell’Unione Europea. L’azione di De Grazia si allinea ai rapporti delle principali organizzazioni non governative globali. Queste ultime denunciano la progressiva strumentalizzazione del potere giudiziario in Venezuela quale mezzo di coercizione contro il dissenso politico. L’acquisizione di tali evidenze documentali impone ora alla comunità internazionale una stretta vigilanza sulla salvaguardia degli indagati italo-venezuelani. La loro incolumità rimane subordinata a un tempestivo negoziato bilaterale.
Redacción Caracas
