La guerra dei droni infiamma l’asse Mosca-Kiev: colpita raffineria nella capitale russa

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Notte di fuoco nei cieli russi con oltre 170 velivoli intercettati. Kiev colpisce un impianto energetico a 500 chilometri dal confine e annuncia un piano di produzione record.


MADRID. – I droni si confermano l’arma geopolitica e militare più dirompente del conflitto. Nelle ultime ventiquattro ore, l’Ucraina ha scatenato una massiccia e coordinata offensiva a lungo raggio che ha raggiunto il cuore della Federazione Russa, colpendo infrastrutture energetiche strategiche e lambendo la stessa area urbana di Mosca. Una pioggia di velivoli senza pilota che, secondo Kiev, punta a logorare la macchina economica russa e a riequilibrare i rapporti di forza sul campo.

Notte di fuoco: Mosca e Krasnodar nel mirino

L’operazione condotta dalle forze ucraine ha assunto dimensioni senza precedenti. I sistemi di difesa aerea del Cremlino hanno riferito di aver intercettato e distrutto ben 172 droni ucraini nel corso della notte, in un raggio d’azione che ha coperto numerose regioni di confine, la Crimea e i bacini del Mar Nero e del Mar d’Azov.

Nonostante l’ampio dispiegamento di contraerea, diversi vettori sono riusciti a penetrare lo scudo russo. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha confermato l’abbattimento di almeno 60 droni diretti verso la capitale, ma ha dovuto ammettere che un velivolo ha danneggiato un importante impianto della raffineria di petrolio di Mosca. Un successo rivendicato con forza dal presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha sottolineato l’efficacia delle armi a lungo raggio capaci di colpire a 500 chilometri dal confine. Parallelamente, nel territorio meridionale di Krasnodar, la caduta dei detriti di un altro drone ha provocato un vasto incendio in un deposito di greggio nel villaggio di Poltavska.

Il fronte di Kherson e il cambio di passo sul campo

Se l’Ucraina colpisce al cuore i nodi industriali nemici, la Russia continua a utilizzare la stessa tecnologia per colpire il territorio ucraino, spesso con drammatici risvolti civili. Nel distretto di Korabelny, all’interno della regione di Kherson, un drone russo ha centrato in pieno un autobus navetta. Il bilancio provvisorio rilasciato dalla Procura locale è di una vittima e due feriti, tra cui il conducente del mezzo pubblico.

Nonostante la costante pressione russa, Zelensky si è mostrato ottimista in un intervento online alla conferenza Reuters Next. Il leader ucraino ha affermato che la Russia ha perso l’iniziativa quasi ovunque sul campo di battaglia, rallentando le proprie manovre offensive dopo aver tentato l’assalto lungo dodici direzioni differenti.

Obiettivo 10 milioni di droni

Il piano ucraino per stabilizzare i recenti successi territoriali – che nell’ultimo mese hanno visto la liberazione di circa 100 chilometri quadrati in un singolo settore – poggia interamente sul potenziamento dell’industria bellica interna. «Quest’anno produrremo circa 10 milioni di droni, ma abbiamo la capacità strutturale di raddoppiare questa cifra», ha annunciato con determinazione Zelensky. Per Kiev si tratta di un pilastro fondamentale per forzare Mosca alla resa, unito a sanzioni internazionali che, secondo il presidente ucraino, stanno finalmente iniziando a mostrare i loro reali effetti.

(Redazione)

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