Infanzia fragile in Italia: più di 100 mila minori a rischio maltrattamento

Alcuni bambini partecipano al centro estivo organizzato in un parco dalla scuola per l'infanzia ''In Crescendo'', Roma
ANSA/FABIO FRUSTACI

Presentato a Roma il settimo Indice regionale sul maltrattamento e la cura dell’infanzia. Crescono isolamento e povertà relazionale, mentre persistono forti divari territoriali tra Nord e Sud del Paese.


MADRID. – In Italia oltre 100 mila bambini si trovano in una condizione di rischio maltrattamento. È il dato allarmante emerso dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura dell’infanzia, realizzato dalla Fondazione Cesvi in collaborazione con Rai e con il supporto di Intesa Sanpaolo, presentato a Roma alla presenza della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella.

Secondo il direttore generale di Cesvi, Stefano Piziali, il fenomeno si è aggravato negli ultimi anni e i servizi pubblici faticano a tenere il passo con una realtà sempre più complessa. Particolarmente critica appare la situazione nelle regioni del Mezzogiorno, dove gli interventi di sostegno alle famiglie risultano più lenti e meno diffusi rispetto ad altre aree del Paese.

La nuova emergenza della povertà relazionale

Accanto alle difficoltà economiche ed educative, il rapporto evidenzia la crescita della cosiddetta “povertà relazionale”. Dopo la pandemia, molti bambini e adolescenti vivono condizioni di isolamento sociale che incidono profondamente sul loro benessere psicologico.

A complicare il quadro contribuiscono fenomeni sempre più diffusi tra i giovani, come bullismo, cyberbullismo e body shaming, che possono accentuare sentimenti di esclusione e fragilità. In molti casi, sottolinea Cesvi, le istituzioni e i servizi territoriali non riescono a intervenire con la tempestività necessaria.

Ridurre le disuguaglianze territoriali

L’indagine conferma inoltre un netto divario tra le regioni del Nord, che occupano generalmente le posizioni migliori della classifica, e quelle del Sud, dove persistono maggiori difficoltà nell’offerta di servizi di prevenzione e sostegno.

Per Cesvi è necessario un impegno comune tra istituzioni, scuole, servizi sociali e terzo settore per garantire a tutti i minori le stesse opportunità di protezione e crescita. L’obiettivo è evitare che il luogo di nascita continui a determinare le possibilità di uscire da situazioni di disagio e trascuratezza.

(Redazione)

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