Terremoto nelle Filippine: otto morti nel sud, scatta l’allerta tsunami nel Pacifico


Paura nell’isola di Mindanao per una scossa di magnitudo 7.8. Edifici crollati e evacuazioni di massa lungo le coste del Pacifico.


Una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 7.8 della scala Richter ha colpito il sud delle Filippine, seminando il panico e provocando un primo bilancio di almeno otto morti e ingenti danni materiali. Il sisma è stato registrato dall’Istituto geologico statunitense (Usgs) a una profondità di 55 chilometri. La terra ha continuato a tremare violentemente nelle ore successive a causa di numerose repliche, tra cui una spaventosa scossa di assestamento di magnitudo 6.1.

Crolli a Mindanao e fuga dalle coste

L’epicentro ha colpito con forza l’isola di Mindanao. A testimoniare la violenza dell’evento sono i numerosi video rimbalzati sui social network: nella provincia di General Santos è crollato un centro commerciale che ospitava un noto fast food, mentre in un’altra zona dell’isola ha ceduto un edificio all’interno di un campus scolastico. «Diversi edifici e alcune abitazioni sono collassati», ha confermato Robert Dagon dall’isola di Mindanao, dove si registrano i danni maggiori.

Davanti alla gravità della situazione, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha reagito immediatamente ordinando la sospensione delle lezioni in tutte le aree colpite. Il capo dello Stato ha inoltre rivolto un appello accorato alla popolazione, invitando gli abitanti delle zone costiere a evacuare subito verso l’entroterra.

L’incubo dello tsunami

Il forte sisma ha spinto il Pacific Tsunami Warning Center (Ptwc) a diramare un’allerta tsunami per l’intero quadrante. Secondo gli esperti, onde anomale alte tra 1 e 3 metri potrebbero abbattersi lungo le coste delle Filippine, mentre onde tra 0,3 e 1 metro minacciano l’Indonesia e la Malaysia. L’allerta per il possibile arrivo di onde anomale è stata estesa anche a Taiwan e fino alle coste del Giappone.

(Redazione)

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