In occasione della Festa della Repubblica, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero presenta una storica relazione al CNEL. Una conquista democratica iniziata nel 1866.
La storia della Repubblica Italiana non si esaurisce all’interno dei confini geografici della penisola, ma vive e si fortifica anche attraverso i milioni di connazionali che risiedono all’estero. Nella settimana delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ha voluto richiamare l’attenzione proprio sul valore storico, civile e democratico di questa straordinaria comunità globale. Gli italiani nel mondo non costituiscono una realtà periferica, bensì una componente fondamentale e integrante dell’unità nazionale, capace di rafforzare la proiezione internazionale del nostro Paese.
Dal 1866 al diritto di voto: un lungo percorso democratico
A questo profondo legame è dedicato il documento ufficiale intitolato “Il lungo percorso della rappresentanza degli italiani all’estero”, redatto da Silvana Mangione, Vicesegretaria generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei. Presentato lo scorso 15 maggio presso la sede del CNEL durante l’Assemblea plenaria, il testo ricostruisce con rigore le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita degli odierni organismi di rappresentanza.
Come evidenziato nella relazione, l’attuale sistema non è il frutto di un evento improvviso, ma l’esito di una complessa maturazione democratica. Le radici di questo cammino affondano addirittura nella legge consolare del 1866. Da allora, il percorso è passato attraverso le Conferenze sull’emigrazione, il ruolo propulsivo del CNEL, l’istituzione dei Comitati dell’Emigrazione Italiana (Co.Em.It.), fino ad arrivare alla legge istitutiva del CGIE del 1989 e, infine, alla storica conquista del diritto di voto all’estero.
Una memoria collettiva da valorizzare
Nel corso dei decenni, le collettività italiane sparse nei cinque continenti hanno saputo custodire gelosamente la lingua, la cultura e la memoria d’origine, trasformando l’emigrazione in una risorsa di inestimabile valore per il prestigio dell’Italia. I valori fondativi della Repubblica – quali partecipazione, coesione, diritti e responsabilità – trovano una perfetta espressione nelle storie di questi uomini e donne. Con il loro lavoro e l’impegno civile, essi hanno contribuito a edificare un’Italia più ampia e plurale nel mondo.
Il documento diffuso dal CGIE vuole essere un invito a guardare alla rappresentanza istituzionale non come a un mero dato burocratico, ma come a una conquista democratica da difendere, rafforzare e rinnovare costantemente. In questi giorni di celebrazioni, il Consiglio ha ribadito il proprio fermo impegno affinché la voce delle comunità italiane all’estero continui a essere ascoltata e valorizzata nei processi decisionali che orientano il futuro della nazione. Perché la loro storia, dopotutto, è a pieno titolo la storia d’Italia.
(Redazione)
