Clima sempre più caldo, cresce il rischio infezioni: allarme per Dengue, Chikungunya e West Nile


Gli esperti avvertono: ogni grado in più aumenta sensibilmente la trasmissione delle malattie diffuse dalle zanzare. Sorveglianza, prevenzione e diagnosi precoce diventano strumenti fondamentali.


Il cambiamento climatico favorisce le arbovirosi

L’aumento delle temperature non sta modificando soltanto gli ecosistemi e i fenomeni meteorologici, ma anche la diffusione di alcune malattie infettive. Tra queste vi sono le arbovirosi, infezioni trasmesse da insetti vettori come le zanzare, tra cui Dengue, Chikungunya e West Nile. Secondo gli esperti riuniti a Verona in un congresso organizzato dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, ogni grado centigrado in più, nella fascia compresa tra 23 e 32 gradi, può aumentare in media di oltre il 20% la trasmissibilità di queste malattie.

Il fenomeno è strettamente legato al riscaldamento globale, che favorisce sia la sopravvivenza delle zanzare sia la replicazione dei virus che esse trasportano. Di conseguenza, anche Paesi tradizionalmente meno esposti, come l’Italia, rischiano di vedere crescere il numero di focolai autoctoni.

Zanzare attive più a lungo

Le anomalie climatiche stanno modificando il ciclo biologico della zanzara tigre, principale vettore di Dengue e Chikungunya. Inverni più miti riducono la mortalità delle larve, mentre primavere anticipate ed estati più lunghe estendono il periodo di attività degli insetti.

Gli studi presentati durante il congresso confermano il legame tra temperatura e diffusione delle arbovirosi. Una ricerca internazionale ha evidenziato un aumento del 16% del rischio di Dengue per ogni grado in più. Un altro studio sui casi italiani di West Nile ha mostrato un incremento del 32% del rischio di infezione associato all’aumento della temperatura media dell’aria.

I numeri in Italia

Nel 2026 sono stati confermati finora 133 casi di Dengue in Italia, tutti associati a viaggi all’estero. Tuttavia, gli anni precedenti hanno dimostrato come il rischio di trasmissione locale sia concreto. Nel 2024 il Paese ha registrato oltre 700 casi di Dengue e il più grande focolaio europeo mai documentato, individuato nelle Marche, con 223 casi concentrati nell’area di Fano.

Anche la Chikungunya e il West Nile hanno mostrato una crescita significativa. Nel 2025 sono stati registrati numeri record, confermando che queste infezioni non possono più essere considerate eventi sporadici o esclusivamente importati.

Prevenzione e diagnosi tempestiva

Di fronte a questo scenario, gli specialisti sottolineano l’importanza di una sorveglianza continua e di una risposta rapida ai primi segnali di infezione. Una diagnosi tempestiva permette infatti di attivare rapidamente gli interventi di disinfestazione e interrompere la catena di trasmissione.

La prevenzione resta però l’arma più efficace. L’utilizzo di repellenti, zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua in giardini, terrazze e cortili possono ridurre significativamente la presenza delle zanzare. Gli esperti invitano inoltre i cittadini a prestare attenzione a febbre improvvisa e sintomi influenzali durante i mesi più caldi, rivolgendosi subito al medico.

La sfida delle arbovirosi, concludono gli specialisti, richiede un approccio integrato che coinvolga istituzioni, operatori sanitari e cittadini. Solo attraverso una collaborazione costante sarà possibile limitare l’impatto di malattie che il cambiamento climatico sta rendendo sempre più presenti anche alle nostre latitudini.

(Redazione)

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