MADRID – Il mercato del lavoro spagnolo continua a registrare dati positivi. A maggio il numero medio di lavoratori iscritti alla previdenza sociale ha superato per la prima volta quota 22,3 milioni, dopo un aumento di 231.975 occupati nel corso del mese. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni, si tratta del secondo maggior aumento mai registrato in un mese di maggio, con un totale di 22.337.806 lavoratori.
Anche la disoccupazione è in calo. Il Ministero del Lavoro segnala una riduzione di 36.323 persone iscritte agli uffici per l’impiego, portando il totale a 2.320.721 disoccupati. È il dato più basso per un mese di maggio dal 2007. Nell’ultimo anno, la Spagna ha ridotto la disoccupazione di 134.162 persone e ha creato 553.431 nuovi posti di lavoro.
La crescita dell’occupazione ha riguardato soprattutto i servizi, con un contributo importante del settore alberghiero e della ristorazione, delle attività amministrative e dei servizi ausiliari, oltre che del comparto agricolo. In aumento anche i lavoratori stranieri, arrivati a 3.349.548 iscritti alla previdenza sociale dopo un incremento mensile di 111.301 persone. Rappresentano ormai circa il 15% del totale.
L’occupazione cresce sia tra gli uomini sia tra le donne. Le lavoratrici iscritte alla previdenza sociale sono 10.559.305, pari al 47,5% del totale. In aumento anche i lavoratori autonomi, arrivati a 3.460.443.
La ministra Elma Saiz ha parlato di livelli record di occupazione tra giovani, donne, uomini, autonomi e lavoratori stranieri, sottolineando che dal maggio 2018 la Spagna conta circa 3,4 milioni di lavoratori in più. Soddisfatta anche la ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, secondo cui i dati sono il risultato di “politiche concrete, dialogo sociale e volontà di migliorare la vita dei lavoratori”.
Sindacati e imprese invitano però alla prudenza. UGT (secondo maggior sindacato di Spagna) richiama l’attenzione sulla disoccupazione di lunga durata, mentre la CCOO (maggior sindacato spagnolo) chiede occupazione più stabile, sicura e con salari sufficienti. La CEOE, dal lato delle imprese, insiste invece sulle difficoltà di coprire alcuni posti vacanti e chiede di rafforzare orientamento professionale e formazione continua.
Redazione Madrid
