Da Panama, la leader scommette sul piano in tre fasi e fissa il ritorno in patria entro il 2026.
CARACAS – Durante la sua permanenza a Panamá, la leader dell’opposizione venezuelana, Premio Nobel per la Pace, María Corina Machado, ha commentato gli sviluppi politici e istituzionali del Venezuela, ha confermato che presto tornerà in Venezuela e ribadito l’intenzione di candidarsi alla presidenza della Repubblica qualora si realizzino le consultazioni democratiche previste dall’attuale percorso di transizione.
“Io sarò candidata, ma ce ne potranno essere altri – ha detto -. Mi piacerebbe molto competere con tutti, con chiunque voglia essere candidato. Avremo elezioni pulite e libere”.
La nuova tornata elettorale si inserisce nel contesto di un’articolata strategia di transizione istituzionale sostenuta dalla comunità internazionale. Machado ha sottolineato come la coalizione democratica, reduce dal successo delle passate elezioni del 28 luglio 2024 a sostegno del “presidente eletto Edmundo González”, consideri imprescindibile la celebrazione di una tornata presidenziale per il definitivo compimento della tabella di marcia. L’obiettivo primario delle forze di opposizione consiste nel sanare le gravi asimmetrie di partecipazione riscontrate nel precedente processo, con particolare riferimento ai cittadini residenti all’estero.
“Vogliamo fare un’elezione impeccabile. Quasi il 40% dei venezuelani non ha avuto la possibilità di votare il 28 (luglio 2024). Almeno quattro o cinque milioni di venezuelani che sono all’estero sono iscritti al registro”, ha precisato la leader politica.
Ai fini della legittimità delle consultazioni, l’esponente dell’opposizione ha indicato come priorità assoluta la ristrutturazione degli organi di garanzia elettorale. Secondo Machado, infatti, “la cosa più urgente sarebbe la nomina di un Consiglio Nazionale Elettorale che rispetti i criteri stabiliti nella Costituzione venezuelana”. Soprattutto, un Consiglio indipendente, dotato di indiscutibile “credibilità” e privo di affiliazioni partitiche.
Pur non indicando scadenze temporali per la convocazione dei comizi, Machado ha precisato che l’attuale infrastruttura tecnica consentirebbe una pianificazione rapida entro sessanta giorni. Tuttavia, l’istanza dell’opposizione esige una riforma strutturale dei meccanismi di voto.
“Ciò che abbiamo proposto – ha affermato – è che vogliamo elezioni in cui tutti possano votare, elezioni che correggano la perversione del sistema attuale”.
Durante il suo intervento, la Premio Nobel ha espresso pieno sostegno al piano d’azione strutturato in tre fasi (stabilizzazione, ripresa e trasmissione dei poteri mediante voto) promosso dall’amministrazione statunitense. Secondo l’analisi di Machado, l’efficacia di tale strategia internazionale si riflette nello “smantellamento di un sistema repressivo” e nei progressi conseguiti nel superamento del modello economico socialista.
Machado ha poi stigmatizzato l’esecutivo guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, definendone l’autorità “circostanziale e falsa”. Infine, ha confermato che il suo rientro in territorio nazionale avverrà entro il termine del 2026, precisando che tale mobilitazione risponde a finalità prettamente strategiche.
“È importante accompagnare e rafforzare il piano presentato dal Segretario di Stato nelle sue tre fasi e prepararci per la quarta fase – ha spiegato -. Quella è la nostra fase, quella della ricostruzione del nostro Paese”.
Redazione Caracas
