“Sanremo sin Fronteras”, sotto la direzione dei maestri de “El Sistema”, l’undicesima edizione del gala sinfonico celebra l’eredità musicale transalpina sul palcoscenico più importante del Paese
CARACAS – L’emblematica Sala Ríos Reyna del Teatro Teresa Carreño si erge come palcoscenico definitivo per l’undicesima edizione di “Sanremo sin Fronteras” (Sanremo senza frontiere), un gala sinfonico che trascende il semplice spettacolo per trasformarsi in un rito culturale. Sabato 9 maggio, in una felice coincidenza con la Festa della Mamma, il complesso culturale più imponente della nazione sarà l’epicentro di una proposta che fonde la precisione accademica con il fervore sentimentale del canzoniere italiano.
Sotto la bacchetta dei direttori Alfredo Rugeles, Joshua Dos Santos e Gregory Antonetti, l’orchestra — composta dai virtuosi de El Sistema — dispiegherà un’architettura sonora di altissimo livello. Il programma, asse fondamentale della serata, comprende 26 brani cardine che tracciano una cartografia emotiva dell’Italia: dalla profondità malinconica ed epica di “Caruso” (1986) di Lucio Dalla, fino alla sofisticazione ritmica di “Quando quando quando”. La curatela non solo rende omaggio alla nostalgia, ma punta all’avanguardia attraverso arrangiamenti inediti di successi di Eros Ramazzotti e classici resi immortali da icone come Laura Pausini e Loretta Goggi.
Andrés Roig, direttore artistico dell’evento, sottolinea il peso simbolico della sede:
ç“Essere nella Sala Ríos Reyna del teatro più importante del Venezuela è come ricevere il massimo riconoscimento… Questo ci rende molto felici”.
Questo passaggio al grande scenario nazionale conferma la maturità di una produzione che, secondo il cantante e produttore Andy Perillo, si fonda sulla dedizione:
“Questo è uno spettacolo che è sempre stato realizzato con immenso affetto… il repertorio è così ampio da permetterci di rinnovarci in ogni funzione”.
Con la partecipazione di otto solisti dallo straordinario registro vocale, il gala si profila come un’esperienza immersiva in cui il pop orchestrale e la tradizione lirica convergono, dimostrando che l’eredità di Sanremo ha messo radici profonde nell’anima del pubblico venezuelano.
Redazione Caracas
