Il governo reintegra i fondi alla Memoria della Resistenza

Un momento del corteo organizzato dall'Anpi in occasione della Festa della Liberazione, Roma 25 aprile 2014. ANSA/ ANGELO CARCONI

Decisione presa dopo l’appello dell’Emilia-Romagna sorto a seguito del Decreto Accise – In vista del 25 aprile la decisione viene interpretata come un riconoscimento del valore della Resistenza nella costruzione della democrazia italiana.


 

MADRID.- Una telefonata che cambia il clima politico e riaccende la fiducia nelle istituzioni. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato il pieno reintegro dei fondi destinati ai principali luoghi della Memoria della Resistenza, dopo i tagli previsti dal recente “Decreto Accise”. A darne notizia è stato il presidente della Regione Michele de Pascale, che parla di “una bellissima notizia” e di un segnale politico dal forte valore simbolico.

La decisione riguarda tutti e cinque i siti storici coinvolti, compresi quelli dell’Emilia-Romagna: Istituto Alcide Cervi, Fondazione Fossoli e il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto. Il ministro ha chiarito che il ripristino delle risorse, inizialmente annunciato per il Parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema, è da intendersi esteso a tutti i luoghi della Memoria.

Il fondo nazionale destinato a questi siti era stato ridotto da 2,5 milioni a 1,8 milioni di euro, con conseguenze pesanti soprattutto per le realtà emiliano-romagnole, che avrebbero visto diminuire i finanziamenti da 500mila a poco più di 363mila euro ciascuna. Un taglio che aveva suscitato forti critiche da parte delle istituzioni locali e degli enti culturali.

L’intervento del ministro Giuli arriva dunque come una risposta diretta a quell’appello. “Non ha lasciato dubbi, è sua ferma intenzione reintegrare le risorse per tutti”, ha sottolineato de Pascale, evidenziando come la mobilitazione della Regione e degli Istituti storici abbia prodotto un risultato concreto.

Oltre all’aspetto economico, la decisione assume un significato più profondo. “Si tratta di un chiaro segnale politico dalla forte valenza simbolica, in generale e in vista del Festa della Liberazione”, ha dichiarato de Pascale. In un momento in cui il dibattito pubblico sulla memoria storica è particolarmente acceso, il reintegro dei fondi viene interpretato come un riconoscimento del valore della Resistenza nella costruzione della democrazia italiana.

Sulla stessa linea anche Vasco Errani, che ha parlato di “un fatto importante e positivo” capace di confermare il ruolo fondamentale del lavoro culturale e di ricerca portato avanti quotidianamente.

Il ruolo delle istituzioni e il valore della memoria

La vicenda dimostra quanto il dialogo tra istituzioni possa incidere sulle scelte politiche. De Pascale ha infatti invitato formalmente il ministro a visitare nei prossimi mesi i siti emiliano-romagnoli, auspicando che agli impegni seguano azioni concrete.

In gioco non ci sono solo risorse economiche, ma la tutela di luoghi simbolo della storia italiana, spazi in cui la memoria non è solo conservazione del passato, ma costruzione di un’identità collettiva. Come ricordato dallo stesso Errani, la memoria “è viva solo se diventa impegno collettivo e responsabilità verso il futuro”.

Con il reintegro dei fondi, il Governo sembra aver recepito questo messaggio, restituendo centralità a quei luoghi che raccontano le radici della libertà e della democrazia nel Paese.

(Redazione)

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