Colombia, emergenza sicurezza: l’ombra dei gruppi armati su 130 comuni


La Defensoría del Pueblo lancia l’allarme per oltre 130 comuni. A Nariño l’ennesimo dramma umanitario mette a nudo i limiti della “Pace Totale”.


CARACAS. – Il cammino verso la pacificazione della Colombia si fa sempre più in salita. I report di inizio 2026 dipingono un quadro critico per la sicurezza nazionale, riaccendendo un dibattito politico infuocato sulle strategie del governo. Nonostante i tentativi di dialogo, la frammentazione dei gruppi illegali sta trasformando ampie zone del Paese in polveriere pronte a esplodere, con costi umanitari altissimi per le popolazioni civili.

La mappa del rischio: 130 comuni in allerta rossa

La Defensoría del Pueblo ha emesso un nuovo bollettino che non lascia spazio a interpretazioni: sono oltre 130 i comuni attualmente sotto scacco. Il rischio di violenze, estorsioni e scontri a fuoco è legato alla complessa ristrutturazione interna dei gruppi armati illegali.

Organizzazioni storiche come il Clan del Golfo e le diverse fazioni delle disidendenze delle FARC stanno attraversando una fase di frammentazione che, paradossalmente, rende il territorio ancora più instabile. Ogni “cellula” cerca di riaffermare il proprio controllo sulle rotte del narcotraffico e delle miniere illegali, portando il conflitto fin dentro i centri abitati.

Il dramma di Nariño: fuga da Cumbitara

L’epicentro di questa nuova ondata di violenza è attualmente il dipartimento di Nariño. Nelle ultime ore, pesanti scontri nella zona rurale di Cumbitara hanno provocato un massiccio sfollamento forzato. Oltre 200 famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case e i propri raccolti per fuggire dai proiettili, cercando rifugio nei centri urbani vicini.

Questi nuovi sfollamenti rappresentano un duro colpo per l’immagine della “Pace Totale”, il progetto bandiera dell’amministrazione attuale, che sembra faticare a tradursi in una reale protezione per le comunità nelle aree periferiche.

Un bivio politico

Le immagini delle famiglie in fuga da Nariño hanno spinto l’opposizione a chiedere un cambio di rotta, invocando una maggiore presenza militare e un rafforzamento dell’autorità statale laddove i gruppi illegali hanno preso il sopravvento. Con il Congresso chiamato a discutere nuove misure di ordine pubblico, la sfida per il governo resta quella di bilanciare la mano tesa del negoziato con il dovere di garantire la vita e la sicurezza di migliaia di colombiani che oggi vivono nel terrore.

(Redazione)

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