Iran, l’ora più buia: l’ultimatum di Trump e il mistero sulla salute di Khamenei

(Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

Scadenza fissata alle ore 20 americane di oggi. Mentre la Casa Bianca minaccia un attacco “lampo”, indiscrezioni di intelligence rivelano il vuoto di potere a Teheran.


NEW YORK. – Il mondo trattiene il respiro mentre l’orologio corre inesorabile verso la scadenza dell’ultimatum imposto dagli Stati Uniti all’Iran. Durante una drammatica conferenza stampa alla Casa Bianca, il Presidente Donald Trump ha ribadito che Teheran ha tempo fino alle ore 20:00 (ora di Washington) di oggi per riaprire lo Stretto di Hormuz e accettare i termini americani. In caso contrario, la minaccia è senza precedenti: riportare il Paese “all’età della pietra” in appena quattro ore.

La minaccia di “distruzione totale”

Trump ha descritto un piano d’attacco chirurgico e devastante. Secondo il Presidente, se allo scoccare dell’ora X non ci sarà un accordo, ogni ponte e ogni centrale elettrica dell’Iran saranno resi inservibili. “Ci vorranno vent’anni per ricostruire il Paese”, ha dichiarato Trump, sottolineando però di non volere che questo scenario si realizzi e lodando una presunta “buona fede” nei negoziati in corso. Il punto fermo resta l’arma nucleare: “Non permetteremo mai che l’Iran la ottenga”, ha ribadito con forza.

Il mistero della Guida Suprema: regime senza leader?

Mentre le armi sono cariche, un’indiscrezione di intelligence pubblicata dal quotidiano The Times scuote le fondamenta del regime iraniano. Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema succeduta al padre Ali (ucciso nei raid di febbraio), sarebbe in condizioni gravissime e privo di conoscenza in una struttura medica a Qom.

Secondo rapporti diplomatici basati su informazioni statunitensi e israeliane, Mojtaba non sarebbe in grado di intendere e volere, lasciando l’Iran di fatto senza una guida nel momento più critico della sua storia moderna. Il rapporto menziona inoltre i preparativi segreti per la sepoltura dell’ayatollah Ali Khamenei, un dettaglio che conferma la profondità della crisi istituzionale a Teheran.

Analisi militare: è possibile distruggere un Paese in una notte?

Nonostante i toni perentori della Casa Bianca, molti esperti sollevano dubbi sulle reali capacità militari di eseguire un piano così vasto in tempi brevissimi. Un’analisi della CNN evidenzia come i potenziali bersagli siano centinaia di migliaia tra ponti e infrastrutture critiche.

Anche ipotizzando l’impiego massiccio di bombardieri stealth B-2 e caccia F-15, la capacità di carico bellico permetterebbe di colpire solo poche centinaia di obiettivi in 24 ore. Distruggere strutture in cemento armato rinforzato richiede una precisione e una potenza di fuoco che potrebbero superare le attuali disponibilità immediate nella regione, sollevando il sospetto che quella di Trump possa essere, almeno in parte, una strategia di pressione psicologica estrema.

(Redazione)

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