Colombia, addio ai mercenari: Petro firma la legge che punisce il reclutamento estero

Libia, mercenario in azione.
Libia, mercenario in azione. (PICTURES OF THE DECADE) A Libyan rebel fighter fire his weapon, during the battle to liberate the city of Sirte, Libya, 15 October 2011. EPA/MOHAMED MESSARA *** Local Caption *** 50103622

Il presidente Petro ratifica la Convenzione ONU del 1989. Stop all’arruolamento di ex militari colombiani nei conflitti esteri, dall’Ucraina al Sudan.


CARACAS. – Il Presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha ufficialmente promulgato la legge che vieta l’attività mercenaria nel Paese. Con la firma del decreto, entra in vigore la normativa approvata dal Congresso nel 2025, che ratifica la Convenzione Internazionale dell’ONU contro il reclutamento, l’impiego e l’addestramento di mercenari.

Si tratta di una svolta storica per una nazione che, per decenni, è stata uno dei principali “serbatoi” di combattenti privati a livello globale.

Fine dell’esportazione di “know-how” bellico

Per anni, migliaia di ex membri delle Forze Armate colombiane — altamente addestrati in operazioni speciali e contro-guerriglia — sono stati reclutati da società di sicurezza private per operare in scenari di guerra critici, come l’Ucraina, il Sudan e il Medio Oriente. La nuova legge punta a interrompere questo flusso, integrando nel codice penale colombiano sanzioni severe per chi promuove o finanzia il mercenariato.

Cooperazione internazionale ed estradizione

Il provvedimento non si limita al divieto interno, ma obbliga la Colombia a una stretta collaborazione con la comunità internazionale. Bogotà dovrà ora garantire l’assistenza giudiziaria reciproca e, soprattutto, l’estradizione dei responsabili di tali attività.

“Ratificando questa convenzione, la Colombia si allinea agli standard globali di protezione dei diritti umani”, si legge nella nota della Presidenza. L’obiettivo è chiaro: impedire che l’esperienza bellica maturata nel conflitto interno colombiano venga trasformata in una merce da vendere al miglior offerente nei conflitti internazionali.

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