Mattarella dottore honoris causa a Salamanca


Cultura, diritto e cooperazione al centro della cerimonia con Felipe VI – Il dottorato honoris causa come il segno di una continuità secolare tra le tradizioni intellettuali italiana e spagnola – La cultura come argine alle crisi del presente


MADRID.- L’Università di Salamanca ha conferito al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il dottorato honoris causa in una solenne cerimonia svoltasi nella storica Sala Paraninfo delle Scuole Minori. L’evento, carico di significato accademico e politico, si è svolto alla presenza di Sua Maestà il Re di Spagna, Felipe VI, la cui partecipazione ha sottolineato il valore istituzionale ed europeo dell’iniziativa e la profondità dei rapporti tra Italia e Spagna.

Mattarella è diventato così il nono politico internazionale a ricevere il prestigioso riconoscimento dall’ateneo salmantino, una delle università più antiche e autorevoli d’Europa, fondata nel XIII secolo e culla della celebre Scuola di Salamanca, punto di riferimento nella nascita del diritto internazionale moderno e del pensiero politico europeo.

Il significato della presenza di Felipe VI

La presenza del sovrano spagnolo ha conferito alla cerimonia una dimensione simbolica particolarmente forte, richiamando il legame storico tra la monarchia spagnola e l’Università di Salamanca. Felipe VI ha voluto essere al fianco del Capo dello Stato italiano non solo durante la cerimonia ufficiale, ma anche in momenti informali che hanno testimoniato il clima di amicizia e di collaborazione tra i due Paesi.

Emblematico, in questo senso, l’incontro con gli studenti italiani Erasmus che hanno accolto con entusiasmo e calore il nostro Presidente e l’episodio avvenuto in Plaza Mayor, dove il re e il presidente si sono seduti insieme in una terrazza per un caffè, tra la sorpresa degli studenti e dei passanti. Un gesto spontaneo che ha restituito l’immagine di due istituzioni vicine ai cittadini e ha dato un volto umano alla diplomazia europea.

La laudatio: Mattarella interprete dell’umanesimo europeo

Nella sua laudatio, il professor Vicente González ha tracciato un ritratto del Presidente italiano come figura emblematica della tradizione umanistica europea, capace di coniugare rigore istituzionale, profondità culturale e senso della responsabilità morale.

González ha ricordato come, nel pensiero di Mattarella, la cultura rappresenti “il fondamento delle nostre democrazie” e un elemento genetico del DNA di Italia e Spagna. Richiamando discorsi precedenti del Capo dello Stato, ha sottolineato che la cultura è un “lievito che può rigenerare la pace”, poiché consente alle società di riflettere sulla propria storia ed evitare il ripetersi degli errori del passato.

La laudatio ha posto l’accento sulla dimensione umanistica della visione politica di Mattarella, nella quale l’individuo è posto al centro, in linea con la tradizione che da Pico della Mirandola arriva fino al pensiero contemporaneo. In questa prospettiva, l’Europa non è soltanto un progetto politico, ma una comunità di valori costruita nel tempo attraverso il dialogo tra culture diverse.

Il rettore Corchado: Salamanca, una università nata per pensare l’Europa

A chiudere la cerimonia è stato il rettore dell’Università di Salamanca, Juan Manuel Corchado, che ha collocato il conferimento del titolo in una prospettiva storica e culturale più ampia.

Nel suo intervento, Corchado ha ricordato come Salamanca sia “un’università nata per pensare l’Europa”, un luogo in cui, fin dal Medioevo, si è insegnato che il diritto deve porre limiti al potere e che la dignità umana precede ogni autorità. La Scuola di Salamanca, ha sottolineato, fu una vera coscienza europea prima ancora che esistesse l’Europa come entità politica.

Il rettore ha riconosciuto in Mattarella un interprete moderno di quella tradizione: un giurista, un costituzionalista e un europeista che, nelle diverse fasi della sua carriera – da giudice costituzionale a presidente della Repubblica – ha dimostrato che la democrazia non si regge soltanto su procedure, ma su equilibrio, prudenza e coscienza storica.

“In tutte le sue funzioni – ha affermato Corchado – ha mostrato che la democrazia ha bisogno di qualcosa di più dei meccanismi formali: necessita di responsabilità morale e di memoria storica”. Per questo, il dottorato honoris causa non è stato presentato come un semplice riconoscimento personale, ma come il segno di una continuità secolare tra le tradizioni intellettuali italiana e spagnola.

Il discorso di Mattarella: l’Europa come comunità di diritto e di cultura

Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha espresso profonda gratitudine all’Università di Salamanca, definendola un’istituzione che, nel corso dei secoli, ha contribuito in modo decisivo alla formazione della cultura europea.

Il Capo dello Stato ha ripercorso le radici comuni di Italia e Spagna, individuandole nella romanizzazione, nella lingua latina e nel diritto romano, elementi che hanno costituito una base culturale condivisa. “Le relazioni tra Spagna e Italia – ha affermato – rappresentano uno degli assi portanti della cultura europea», una trama di scambi che attraversa l’antichità, il Medioevo e la modernità.

Mattarella ha citato figure simbolo delle due tradizioni, da Seneca a Cicerone, da Machiavelli a Cervantes, fino a Beccaria e Jovellanos, per mostrare come il dialogo tra i due Paesi abbia contribuito alla nascita dei principi universali di libertà, dignità e primato del diritto.

Uno dei passaggi più intensi del suo discorso ha riguardato la difesa del sistema internazionale fondato sulle Nazioni Unite e sul divieto dell’uso della forza. Il Presidente ha denunciato l’erosione del multilateralismo e la crescente delegittimazione delle istituzioni internazionali, avvertendo che il ritorno a una logica di potenza e di sovranismo assoluto rischia di compromettere la pace e la stabilità globali.

Mattarella ha richiamato le parole pronunciate da Miguel de Unamuno proprio a Salamanca nel 1936 – “Vincerete, ma non convincerete” – per sottolineare il ruolo della cultura come resistenza morale contro l’autoritarismo. Allo stesso modo, ha ricordato le testimonianze di Primo Levi e María Zambrano come esempi di un europeismo etico, fondato sulla dignità della persona e sulla memoria delle tragedie del Novecento.

In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni e violazioni dei diritti umani, il Capo dello Stato ha invitato l’Europa a non rinunciare alla propria vocazione: difendere il diritto internazionale, promuovere la cooperazione e opporsi alla logica della forza. “Dire di no all’ampliamento dei conflitti – ha affermato – è una responsabilità che l’Europa deve assumersi”.

Un riconoscimento che rafforza i legami tra Italia e Spagna

La cerimonia si è così trasformata in un momento di riflessione sul ruolo delle università, della cultura e del diritto nella costruzione dell’identità europea. Il conferimento del dottorato honoris causa a Sergio Mattarella è stato presentato non solo come un omaggio alla sua figura istituzionale, ma come un atto simbolico che rinnova una relazione secolare tra due Paesi mediterranei uniti da radici latine, tradizioni giuridiche comuni e una lunga storia di scambi intellettuali.

Come ha sottolineato il rettore Corchado, accogliere Mattarella nel claustro dell’Università di Salamanca significa riaffermare un legame che dura da secoli e che continua a vivere oggi nelle migliaia di studenti italiani presenti nell’ateneo e nei programmi di scambio come l’Erasmus.

In questo senso, la presenza congiunta del Presidente della Repubblica italiana e del Re di Spagna ha assunto un valore che va oltre la dimensione protocollare: ha rappresentato l’immagine concreta di un’Europa che, pur attraversata da tensioni e incertezze, continua a riconoscersi nella cultura, nel diritto e nel dialogo come strumenti fondamentali per costruire il proprio futuro.

(Redazione)

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