Dal Pd al M5S fino ad Avs, critiche al governo sul taglio temporaneo delle accise e mobilitazione per il No al referendum sulla giustizia
“Un intervento di breve respiro”
Non si placa lo scontro politico sulle misure varate dal governo contro il caro carburanti. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha definito il decreto un intervento limitato nel tempo e con finalità politiche più che strutturali.
“Si tratta di un provvedimento che interviene solo per venti giorni”, ha sottolineato, parlando apertamente di “decreto elettorale”. Secondo l’opposizione, il taglio delle accise deciso dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non sarebbe sufficiente a fronteggiare un aumento dei prezzi legato a dinamiche internazionali profonde, come la crisi in Medio Oriente e le tensioni sul mercato energetico.
Per il Pd, senza un intervento strutturale e senza una soluzione diplomatica al conflitto, gli effetti del decreto rischiano di esaurirsi rapidamente, lasciando famiglie e imprese nuovamente esposte al caro energia.
La piazza del No alla riforma della giustizia
Parallelamente, l’opposizione si è mobilitata a Roma per sostenere il No al referendum sulla giustizia. In piazza del Popolo, insieme alla Cgil e a numerose associazioni, i leader del campo progressista hanno ribadito la loro contrarietà alla riforma.
Accanto a Schlein, anche Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno criticato duramente il progetto del governo.
Al centro delle contestazioni, il timore che la riforma possa indebolire l’indipendenza della magistratura. “No a giudici assoggettati alla politica”, è stato uno degli slogan più ripetuti durante la manifestazione, insieme alla difesa della Costituzione.
“Difendere la legalità e la Costituzione”
Nel merito del referendum, le forze di opposizione parlano di un passaggio cruciale per l’equilibrio democratico del Paese. Conte ha accusato il governo di voler ridurre il controllo di legalità sull’azione politica, definendolo un principio cardine dello Stato di diritto.
Fratoianni ha parlato di un tentativo implicito di limitare la libertà dei giudici, mentre Bonelli ha denunciato quella che considera una campagna comunicativa “fuorviante” da parte dell’esecutivo.
Schlein, infine, ha rilanciato anche in chiave politica: “Vogliamo vincere le prossime elezioni, ma vogliamo essere controllati”. Un messaggio che punta a contrapporre la visione dell’opposizione a quella del governo, nel pieno di una campagna referendaria che si intreccia sempre più con il tema del caro vita e con il giudizio complessivo sull’azione dell’esecutivo.
(Redazione)
