La Presidente della Commissione scrive ai leader UE in vista del vertice del 19 marzo. Sul tavolo il nodo del “Merit Order” e il peso dei combustibili fossili aggravato dalle tensioni in Medio Oriente.
MADRID. – Bruxelles si prepara a un Consiglio Europeo cruciale. In una lettera inviata ai capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri, la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha tracciato la rotta per affrontare l’emergenza prezzi che sta soffocando le imprese europee. Il contesto è critico: il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha causato il blocco dello Stretto di Hormuz, facendo lievitare i costi dei combustibili fossili e mettendo a nudo la vulnerabilità energetica del Continente.
L’impatto della crisi: 6 miliardi di costi extra
Nonostante i progressi (le rinnovabili sono passate dal 36% del 2021 al 48% del 2025), l’Europa resta ostaggio delle importazioni. “Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per l’import di combustibili fossili”, avverte von der Leyen. Per mitigare l’impatto immediato, la Presidente ricorda il coordinamento con l’Agenzia Internazionale dell’Energia per il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai effettuato, necessario a garantire la sicurezza delle forniture fino al ripristino della navigazione nel Golfo.
Il nodo del mercato elettrico: no al “disaccoppiamento”
Uno dei punti più attesi riguardava la riforma del sistema di fissazione dei prezzi (Merit Order), che oggi vede il costo dell’elettricità legato a quello del gas. Nonostante le pressioni di Paesi come l’Italia e i suggerimenti del Rapporto Draghi, von der Leyen ha chiuso la porta a un “disaccoppiamento” strutturale. “Il sistema basato sui prezzi marginali offre chiari vantaggi e molti leader hanno messo in guardia contro modifiche a questo modello fondamentale”, si legge nella missiva.
Per abbassare le bollette, la Commissione punta invece su strumenti alternativi:
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Contratti a lungo termine (PPA): per staccare i prezzi industriali dalla volatilità del mercato all’ingrosso.
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Contratti per differenza (CfD) bidirezionali: accordi tra Stato e fornitori per stabilizzare i ricavi.
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Tetto al prezzo del gas: possibilità per gli Stati di fissare tetti massimi nazionali e redistribuire gli “extra-profitti” delle rinnovabili.
Quattro pilastri per ridurre i costi
La strategia strutturale della Commissione si articola su quattro componenti chiave:
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Costi di produzione: accelerare sulle rinnovabili per limitare le ore in cui il gas determina il prezzo finale.
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Integrazione delle reti: eliminare le strozzature tra mercati nazionali per far arrivare l’energia pulita ai consumatori.
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Tassazione: von der Leyen denuncia un’anomalia: “In molti casi l’elettricità è tassata fino a 15 volte più del gas”. È necessario invertire questa tendenza per favorire l’elettrificazione.
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Costi del carbonio (ETS): difesa del sistema dei permessi di emissione, ma con l’annuncio di una nuova “Riserva di Stabilità del Mercato” per contrastare l’eccessiva volatilità dei prezzi nel breve termine.
In chiusura, la Presidente ha annunciato la creazione di uno “strumento ponte” finanziato dai proventi ETS per sostenere la decarbonizzazione delle industrie energivore, in attesa della nascita della Banca per la Decarbonizzazione Industriale.
(Redazione)
