Francia, municipali al primo turno: avanzano destra radicale e sinistra, ma la partita resta aperta

Jordan Bardella: in una foto d'archivio

Il voto locale ridisegna gli equilibri politici in vista del ballottaggio del 22 marzo. Buone performance per il Rassemblement national e la France Insoumise, mentre socialisti e centro macronista difendono alcune roccaforti.


Un primo turno che ridisegna gli equilibri

Il primo turno delle elezioni municipali francesi, svoltosi ieri, ha tracciato un quadro politico articolato e ancora incerto. Il voto locale, considerato un importante test politico in vista delle elezioni presidenziali del 2027, ha registrato una partecipazione del 48,9 per cento alle ore 17, superiore a quella del 2020 quando l’affluenza fu condizionata dall’emergenza pandemica.

La campagna elettorale è stata influenzata anche dal contesto internazionale e in particolare dalle tensioni in Medio Oriente, ma il risultato delle urne riflette soprattutto le dinamiche interne della politica francese. Il panorama che emerge mostra una crescita delle forze più radicali, sia a destra sia a sinistra, mentre i partiti tradizionali cercano di mantenere il loro radicamento territoriale.

Il Rassemblement national consolida le sue roccaforti

L’estrema destra del Rassemblement national guidato da Jordan Bardella e Marine Le Pen ha ottenuto risultati significativi, confermando la propria presenza nelle città già amministrate. A Perpignan il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto al primo turno con oltre il 51 per cento dei voti.

Il partito guarda ora con attenzione al secondo turno in alcune grandi città. A Marsiglia, ad esempio, il candidato del RN Franck Allisio ha ottenuto il 34,3 per cento e potrebbe competere seriamente per la guida della città se riuscisse a intercettare l’elettorato della destra tradizionale. Situazione simile a Nizza, dove il conservatore Éric Ciotti, alleato della destra radicale, è in testa con oltre il 41 per cento davanti al sindaco uscente Christian Estrosi.

La sinistra tra socialisti e Mélenchon

Anche la sinistra radicale della La France Insoumise, guidata da Jean‑Luc Mélenchon, registra risultati incoraggianti. A Roubaix il deputato David Guiraud ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 46,5 per cento. In altre città, come Limoges, i candidati del movimento hanno superato il Partito socialista, aprendo una competizione interna alla sinistra.

Il Partito Socialista francese mantiene tuttavia alcune roccaforti importanti. A Parigi il candidato socialista Emmanuel Grégoire è nettamente in testa con il 37,5 per cento, davanti alla candidata conservatrice Rachida Dati. Situazione favorevole anche a Montpellier, dove il sindaco uscente Michaël Delafosse appare ben posizionato per la riconferma.

Il centro macronista e gli ecologisti

Per il campo presidenziale vicino al presidente Emmanuel Macron i risultati sono contrastanti. Il partito Horizons, fondato dall’ex primo ministro Édouard Philippe, ottiene un buon risultato nella sua roccaforte di Le Havre, dove l’ex premier è in testa con circa il 44 per cento.

Gli ecologisti di Europe Écologie‑Les Verts, protagonisti dell’“onda verde” del 2020, sono invece chiamati a difendere le città conquistate allora. Le sfide si annunciano serrate in centri importanti come Bordeaux e Lione.

Tutto si decide al secondo turno

Il quadro complessivo resta dunque estremamente fluido. Il secondo turno del 22 marzo sarà determinante e dipenderà soprattutto dalle alleanze e dalle possibili fusioni di liste tra il primo e il secondo turno. In diverse città potrebbero presentarsi anche quattro o cinque liste al ballottaggio, rendendo l’esito particolarmente imprevedibile.

(Redazione)

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