Sale a oltre 150 il numero delle vittime dall’inizio dell’operazione “Lanza del Sur”. La Casa Bianca difende la linea dura: «Siamo in conflitto armato con i cartelli».
CARACAS. – Le forze armate degli Stati Uniti hanno condotto un nuovo, letale attacco nel Pacifico orientale, affondando un’imbarcazione sospettata di trasportare droga. Il bilancio dell’operazione, confermato dal Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM), è di sei morti tra le fila di quelle che Washington definisce “organizzazioni narcoterroristiche”.
Un “attacco cinetico letale”
L’azione militare si è svolta nella giornata di domenica lungo le rotte strategiche del narcotraffico internazionale. Secondo la nota ufficiale diffusa via social, l’intelligence americana aveva confermato che il natante era attivamente coinvolto in operazioni di traffico illecito. “Le forze statunitensi hanno condotto un attacco cinetico letale”, ha dichiarato il comando, precisando che non sono stati registrati danni o feriti tra i militari americani.
L’escalation dell’Operazione “Lanza del Sur”
L’intervento rientra nel quadro della vasta e controversa operazione Lanza del Sur, una missione voluta dall’amministrazione Trump per contrastare il flusso di stupefacenti verso il Nord America. Con questo ultimo raid, il numero delle persone uccise su imbarcazioni nel Pacifico e nell’Atlantico supera quota 150. L’ultima operazione risaliva a poche settimane fa, il 23 febbraio, quando tre sospetti erano stati uccisi in un attacco simile nel Mar dei Caraibi.
Scontro legale e politico a Washington
Nonostante il successo militare rivendicato, l’operazione continua a sollevare accese polemiche. Organizzazioni civili e diversi legislatori, sia democratici che repubblicani, mettono in dubbio la legalità di questi affondamenti diretti. Tuttavia, il Pentagono e il Segretario della Difesa Pete Hegseth mantengono una posizione ferma: gli Stati Uniti si considerano ufficialmente in un “conflitto armato” contro i cartelli latinoamericani, equiparati a organizzazioni terroristiche per giustificare l’uso della forza letale in acque internazionali.
(Redazione)
Le Rotte del Narcotraffico nel Pacifico Orientale
Il Corridoio del Sud (Punto di Partenza): Le imbarcazioni, spesso “low-profile” (semisommergibili) o motoscafi veloci tipo go-fast, partono principalmente dalle coste della Colombia (area di Tumaco) e dell’Ecuador (provincia di Esmeraldas). Queste zone sono cruciali per la vicinanza alle piantagioni di coca.
La Rotta delle Galapagos (Area di Transito): Per evitare i radar costieri, i trafficanti si spingono molto al largo, transitando spesso nei pressi o oltre le Isole Galapagos. Questa zona è diventata un punto critico dove le navi “madre” riforniscono di carburante le imbarcazioni più piccole dirette a nord.
L’Approdo in America Centrale e Messico: La rotta prosegue verso le coste del Guatemala, dell’Honduras e del Messico (Stati di Chiapas e Oaxaca). Da qui, il carico viene frammentato e trasportato via terra verso il confine con gli Stati Uniti.
I Punti di Intercettazione Strategica
Le forze americane, attraverso il Comando Sud, pattugliano tre aree chiave:
Zona di uscita: Acque territoriali e internazionali al largo di Colombia ed Ecuador.
Punto di strozzatura (Choke point): Le acque internazionali tra l’America Centrale e le Isole Galapagos.
Zona di arrivo: Il Golfo di Tehuantepec (Messico).
Caratteristiche delle imbarcazioni colpite
Le “narcoimbarcazioni” citate nei lanci d’agenzia sono spesso:
LPV (Low Profile Vessels): Imbarcazioni artigianali che navigano a pelo d’acqua, quasi invisibili ai radar tradizionali.
SPSS (Self-Propelled Semi-Submersibles): Veri e propri sottomarini fatti in fibra di vetro, difficilissimi da individuare senza l’ausilio di aerei radar avanzati o droni.
