Afghanistan-Pakistan, escalation lungo il confine: Islamabad parla di “guerra aperta”

Afghanistan: una donna vestita con il burga seduta a terra controllata da un talibano.
Afghanistan: una donna vestita con il burga seduta a terra controllata da un talibano.. EPA/STRINGER

Raid aerei, operazioni di rappresaglia e accuse incrociate: almeno 72 talebani uccisi secondo il Pakistan. Russia e Cina chiedono moderazione.


MADRID. – Nuova e pericolosa escalation tra Afghanistan e Pakistan lungo la Linea Durand, il confine montuoso che separa i due Paesi. Islamabad ha dichiarato di aver ucciso 72 combattenti talebani afghani e di aver distrutto 16 postazioni militari di Kabul, mentre oltre 120 afghani sarebbero rimasti feriti. Fonti pakistane parlano addirittura di 133 miliziani talebani uccisi nei raid più recenti.

Secondo le autorità afghane, invece, i bombardamenti pakistani avrebbero colpito le province di Kabul, Kandahar e Paktika, causando anche vittime civili. In risposta, il portavoce del governo talebano, Zabihullah Mujahid, ha annunciato “operazioni offensive su larga scala” contro basi militari pakistane.

L’operazione “Ghazab Lil Haqq”

Islamabad ha lanciato l’operazione militare denominata “Ghazab Lil Haqq” (“Furia Giusta”), sostenendo di aver preso di mira infrastrutture legate ai talebani e campi del gruppo Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), responsabile di attacchi sul territorio pakistano.

Il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ha accusato Kabul di aver trasformato l’Afghanistan in una “colonia dell’India” e di ospitare gruppi terroristici internazionali. “La nostra pazienza è finita, è guerra aperta”, ha scritto su X. Parole ribadite anche dal presidente Asif Ali Zardari, che ha promesso una risposta “totale e decisiva”.

Da parte afghana, fonti di sicurezza citate da TOLOnews riferiscono dell’abbattimento di un aereo militare pakistano nello spazio aereo afghano, notizia che non ha trovato conferme indipendenti.

Timori internazionali e appelli alla diplomazia

La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. La Russia, attraverso l’inviato presidenziale Zamir Kabulov, ha invitato le parti a cessare immediatamente le ostilità, offrendo una possibile mediazione su richiesta congiunta. Anche la Cina ha esortato Kabul e Islamabad alla calma e alla moderazione.

Il deterioramento dei rapporti segue anni di tensioni dopo il ritiro delle forze Nato nel 2021 e il ritorno al potere dei talebani. La fragilità del confine, lungo oltre 2.500 chilometri, e la presenza di gruppi armati transnazionali rendono il rischio di un conflitto più ampio tutt’altro che remoto.

(Redazione)

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