Ucraina, prove di dialogo a Ginevra: verso il “deal” di marzo tra le minacce del Cremlino

Il Colosseo illuminato con i colori della bandiera ucraina. (Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

Mentre l’Italia illumina i suoi monumenti per il quarto anniversario dell’invasione, la diplomazia accelera a Ginevra. Si lavora a un possibile vertice trilaterale a marzo tra Putin, Zelensky e Trump, ma sul campo il conflitto non si ferma tra attacchi di droni e denunce sul reclutamento di mercenari.


MADRID. – Quattro anni di guerra hanno lasciato segni profondi, ma il 2026 si apre con un’intensa attività diplomatica che cerca di tracciare la strada verso una conclusione. In occasione dell’anniversario dell’inizio del conflitto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un sentito ringraziamento all’Italia e agli alleati occidentali. Palazzi istituzionali come Palazzo Chigi e monumenti iconici come il Colosseo sono stati illuminati con il giallo e il blu della bandiera ucraina: «La luce prevarrà», ha commentato Zelensky, ribadendo l’importanza del sostegno internazionale.

Trattative a Ginevra: l’ombra del vertice trilaterale

Il cuore dell’azione diplomatica si sposta ora in Svizzera. Zelensky ha confermato che il Segretario del Consiglio per la sicurezza, Rustem Umerov, incontrerà a Ginevra gli inviati americani Steven Witkoff e Jared Kushner. L’obiettivo è quello di preparare il terreno per un incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti previsto per l’inizio di marzo.

Dal Cremlino, tuttavia, giungono segnali cauti. Il portavoce Dmitry Peskov ha precisato che un incontro tra i tre presidenti deve avvenire solo per «finalizzare un accordo». Mosca ha inoltre ribadito che l’invito per Zelensky a recarsi nella capitale russa resta valido, sottolineando che «Putin mantiene sempre la parola data».

Mercenari e retorica nucleare

Mentre si discute di pace, le accuse reciproche continuano a infiammare il clima. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha denunciato il reclutamento “fraudolento” di oltre 1.700 mercenari africani da parte della Russia, provenienti da 36 diversi Paesi del continente.

Parallelamente, Zelensky ha rispedito al mittente le accuse russe riguardanti una presunta fornitura di armi nucleari europee a Kiev, definendola la «solita retorica» utilizzata dal Cremlino per rallentare i negoziati quando non riesce a ottenere vantaggi militari sul campo.

Il conflitto non si ferma

Nonostante i preparativi per i negoziati, le armi non tacciono. Un attacco di droni ucraini ha colpito un’azienda civile nella regione russa di Smolensk, al confine con la Bielorussia, causandola morte di quattro dipendenti e il ferimento di altri dieci. Un tragico promemoria di come, nonostante gli sforzi a Ginevra, la pace sia ancora un traguardo tutto da scrivere.

(Redazione)

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