Operazione con intelligence Usa. Con la morte di Nemesio Oseguera Cervantes cade uno degli ultimi grandi padrini del narcotraffico messicano.
Il blitz e la cooperazione con Washington
È stato ucciso in un’operazione militare Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, leader del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG). Il ministero della Difesa messicano ha riferito che il raid è stato condotto dalle Forze speciali dell’esercito con il supporto dell’aeronautica militare e della Forza di risposta immediata della Guardia nazionale.
Secondo la nota ufficiale, le autorità statunitensi hanno fornito “informazioni complementari” nell’ambito della cooperazione bilaterale. Durante l’operazione i militari sono stati attaccati e hanno risposto al fuoco: quattro membri del gruppo criminale sono morti sul posto, altri tre – tra cui Oseguera – sono deceduti durante il trasporto verso Città del Messico. Arrestati anche due affiliati. Sequestrate armi pesanti e veicoli blindati, inclusi lanciarazzi capaci di abbattere velivoli.
Il profilo dell’ultimo grande padrino
Nato nel 1966 nello Stato di Michoacán, Oseguera era considerato l’ultimo grande padrino del narcotraffico messicano dopo l’arresto e l’estradizione negli Stati Uniti di Joaquín Guzmán e Ismael Zambada. Washington aveva posto su di lui una taglia da 15 milioni di dollari.
Fondatore del CJNG, ha trasformato l’organizzazione in una delle più potenti e violente del Paese. Le sue radici affondano nei “Mata Zetas”, gruppo paramilitare attivo tra il 2007 e il 2011 contro il cartello rivale dei Los Zetas. Sotto la sua guida, il CJNG si è distinto per azioni spettacolari: nel 2015 abbatté un elicottero militare e nel 2020 ordinò un attentato contro il capo della polizia di Città del Messico.
Emigrato negli Stati Uniti da giovane, era stato condannato negli anni ’80 per traffico di eroina e poi deportato. Tornato in Messico, fondò la propria organizzazione dopo l’esperienza nel cartello Milenio. Nel 2025 il Dipartimento di Stato americano ha classificato il CJNG come organizzazione terroristica transnazionale.
Con la sua morte si apre ora una fase incerta: resta da capire se il colpo inflitto al vertice indebolirà davvero la struttura del cartello o scatenerà nuove lotte interne per la successione.
(Redazione)
