Francia, inchiesta su X: perquisita la sede di Parigi, Musk chiamato a deporre

(Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo illustrativo)

Convocati Elon Musk e Linda Yaccarino per audizioni libere: nel mirino algoritmi, intelligenza artificiale e diffusione di contenuti illegali


MADRID. – La giustizia francese alza il livello dell’attenzione su X, il social network di proprietà di Elon Musk. La procura di Parigi ha annunciato l’avvio di una nuova fase dell’inchiesta aperta nel gennaio 2025 sul funzionamento della piattaforma, disponendo la perquisizione della sede parigina e convocando lo stesso Musk e Linda Yaccarino, ex amministratrice delegata, per “audizioni libere” fissate il 20 aprile 2026.

Le perquisizioni e le convocazioni

I locali francesi di X sono stati perquisiti dalla sezione di lotta alla cybercriminalità della procura di Parigi, con il supporto dell’Unità nazionale cyber della gendarmeria francese ed Europol. Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, Musk è stato convocato in qualità di “gestore di fatto” della piattaforma, mentre Yaccarino come “gestore di diritto”. Le audizioni non comportano, al momento, accuse formali, ma mirano a chiarire il funzionamento del social network e le misure adottate per garantire la conformità alle leggi francesi ed europee.

L’origine dell’indagine

L’inchiesta nasce da segnalazioni presentate nel gennaio 2025 dal deputato Éric Bothorel, che denunciava presunti algoritmi distorti capaci di alterare il trattamento automatizzato dei dati e la diffusione dei contenuti su X. In una fase iniziale, magistrati e tecnici avevano avviato verifiche sul funzionamento dei sistemi della piattaforma. Con il tempo, l’indagine è stata ampliata alla luce di nuove segnalazioni.

Il ruolo di Grok e le ipotesi di reato

Al centro degli approfondimenti più recenti c’è anche Grok, il sistema di intelligenza artificiale integrato in X. Secondo la procura, il suo utilizzo avrebbe contribuito alla circolazione di contenuti negazionisti e deepfake a carattere sessuale. Tra le ipotesi di reato al vaglio figurano la complicità nella diffusione organizzata di contenuti illegali, l’amministrazione illecita di una piattaforma online e, nei casi più gravi, la detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e la contestazione di crimini contro l’umanità.

La rottura simbolica con X

Come conseguenza dell’inchiesta, la procura di Parigi ha annunciato che non utilizzerà più X come canale ufficiale di comunicazione, preferendo LinkedIn e Instagram per la diffusione delle informazioni istituzionali. Una scelta simbolica che sottolinea la crescente distanza tra le autorità francesi e la piattaforma guidata da Musk, mentre l’indagine prosegue e potrebbe avere ricadute rilevanti sul rapporto tra i social network e la regolamentazione europea.

(Redazione)

Lascia un commento