Il Comites di Madrid si è riproposto come un “moltiplicatore” di opportunità: una piattaforma di coordinamento, connessione e valorizzazione delle energie già presenti lanciando un messaggio chiaro: se cresce l’associazionismo, cresce la comunità.
MADRID.- Prosegue il percorso di confronto e coordinamento avviato dal Comites di Madrid con il mondo dell’associazionismo italiano presente nella circoscrizione consolare. Dopo il primo incontro tenutosi lo scorso dicembre, le associazioni regionali, sociali e culturali sono tornate a riunirsi in un nuovo appuntamento online promosso dal Comites di Madrid, con l’obiettivo di approfondire le tematiche emerse e definire una strategia comune in vista del 2026.
All’incontro hanno partecipato il presidente del Comites di Madrid, Andrea Lazzari, e la consigliera Romina De Simone, presidente della Commissione Osservatorio Italia, che hanno guidato i lavori offrendo una cornice chiara e operativa sul ruolo istituzionale del Comites e sulle prospettive di sviluppo dell’associazionismo italiano in Spagna.
Fulcro della riunione è stata la presentazione di una serie di slide illustrate con chiarezza e competenza da Romina De Simone, che hanno ripreso e sistematizzato i punti salienti emersi nel precedente incontro. Un lavoro di sintesi utile non solo a fare il punto della situazione, ma anche a chiarire cosa il Comites può e intende fare – e cosa invece non rientra nelle sue funzioni – nel rispetto della normativa che ne definisce il ruolo di organo di rappresentanza democratica degli italiani all’estero.
È stato ribadito come il Comites non sia un soggetto sostitutivo delle associazioni, né un ente finanziatore o decisionale al loro posto, bensì un “moltiplicatore” di opportunità: una piattaforma di coordinamento, connessione e valorizzazione delle energie già presenti nella comunità. Un’infrastruttura di servizi pensata per amplificare la visibilità delle iniziative, favorire il dialogo con il Consolato e con il Sistema Italia e sostenere la crescita complessiva del tessuto associativo.
Nel corso del confronto è emersa con forza l’importanza del fare rete. Lazzari e De Simone hanno invitato le associazioni a costruire una solidarietà trasversale, superando frammentazioni e sovrapposizioni, per aumentare la partecipazione, la visibilità e l’impatto degli eventi. In quest’ottica, è stata proposta l’adozione di un’agenda comune condivisa, strumento operativo per coordinare le iniziative ed evitare duplicazioni, accompagnata da un rilancio corale degli eventi attraverso i canali di tutte le realtà coinvolte.
Tra i temi centrali affrontati, anche le difficoltà strutturali che molte associazioni si trovano ad affrontare: il ricambio generazionale, la scarsità di volontari, il rischio di burnout, l’accesso complesso alle risorse economiche e la mancanza di spazi adeguati per le attività. A queste criticità, il Comites ha affiancato una proposta concreta di soluzioni, puntando su micro-impegni sostenibili, ruoli a rotazione, valorizzazione delle competenze e riconoscimento del lavoro volontario.
Particolare interesse ha suscitato la proposta della “Banca del Tempo”, uno strumento di collaborazione basato sullo scambio di competenze tra associazioni, e la creazione di una mappa condivisa di spazi e partner “amici del Comites”, per facilitare l’organizzazione di eventi e rafforzare i legami con il territorio.
Nel dibattito è stata inoltre avanzata l’idea di co-organizzare alcuni grandi eventi di sistema, mantenendo al contempo l’identità e l’autonomia di ciascuna associazione nelle proprie iniziative specifiche. Un equilibrio tra visione comune e pluralità, che rappresenta uno dei pilastri del percorso tracciato verso il 2026.
L’incontro si è concluso con l’indicazione di un nuovo appuntamento previsto per il prossimo mese. Un passaggio ulteriore di un cammino che punta a trasformare il patrimonio di esperienze, competenze e relazioni dell’associazionismo italiano a Madrid in un progetto condiviso, capace di rafforzare la comunità nel suo insieme.
In sintesi, un messaggio chiaro: se cresce l’associazionismo, cresce la comunità. Ma per farlo servono coordinamento, partecipazione e una visione comune costruita insieme, passo dopo passo.
(Redazione)
