Tensione a Madrid, l’immobilismo socialista irrita il socio di minoranza nel Governo. Corruzione e molestie sessuali provocano la crisi a sinistra e favoriscono la destra
MADRID – Non è ancora crisi, ma il malessere del socio di minoranza all’interno della coalizione di governo è evidente. Sumar, la coalizione di micropartiti creata da Yolanda Díaz, non lo nasconde. Ritiene che l’incontro con il PSOE sia stato deludente e infruttuoso. Critica l’atteggiamento remissivo dei socialisti, arroccati a Ferraz e a La Moncloa, e ribadisce quanto sostenuto dalla vicepresidente Yolanda Díaz: “Governare per resistere non è la soluzione”. Dal canto loro i socialisti, dopo un’ora e mezza di riunione con i rappresentanti di Sumar, hanno assicurato, prudenti e ottimisti, che “esistono più punti in comune che discrepanze”.
La delegazione di Sumar, che ha incontrato gli esponenti del PSOE presso la Camera dei Deputati, era composta da rappresentanti di Más Madrid, di Comunes e di Movimiento Sumar. Si è presentata al conclave con un’agenda che ruotava attorno a due punti essenziali: l’emergenza abitativa e la protezione sociale. Sono queste le materie al centro del dibattito politico ormai da settimane, aspetti della quotidianità che più preoccupano gli spagnoli.
“Oltre alla cordialità e alle buone parole – hanno lamentato i rappresentanti di Sumar – la riunione non ha portato alcun progresso significativo”.
Sumar ha subordinato la stabilità del resto della legislatura all’approvazione e all’applicazione immediata di provvedimenti come, per esempio, il blocco degli sfratti e dei contratti d’affitto in scadenza il 31 dicembre e la creazione di un assegno universale per i figli.
Sumar ha avvertito il PSOE che l’“immobilismo” del governo “potrebbe mettere in pericolo l’accordo di investitura”. Inoltre, ha espresso la convinzione che ciò alimenterebbe “lo sconforto all’interno delle forze progressiste” e contribuirebbe a rafforzare le tesi dell’estrema destra. Quest’ultima cresce nei sondaggi facendo leva su premesse false ma facilmente credibili, come le costanti accuse, senza riscontro, mosse contro gli immigrati.
La posizione dei socialisti non poteva essere più antitetica. Infatti, Rebecca Torró, segretaria di organizzazione del PSOE, ha dato una lettura diametralmente opposta dell’incontro. Innanzitutto, l’ha definito “assai positivo” e poi ha sottolineato che il dialogo è lo strumento “chiave” per favorire la maggioranza sociale.
Torró ha ribadito, ricordando i provvedimenti presi di fronte ai recenti casi di corruzione e molestie sessuali, che “la posizione del PSOE è chiara e ferma: tolleranza zero”. E, inoltre, ha sottolineato l’immediatezza della risposta del suo partito.
Sumar, nonostante lo scontro dialettico con i soci di governo e la delusione per l’esito dell’incontro, spera che nella prossima riunione della Commissione di Monitoraggio del Patto di Governo, alla quale parteciperanno i ministri, i risultati possano essere altri. Intanto, si mantiene critica nei confronti del PSOE, senza oltrepassare quella “linea rossa” oltre la quale probabilmente resterebbe solo l’alternativa di elezioni anticipate. È questa, per il momento, una soluzione che tutti, governo e coalizione di investitura, si sforzano di evitare.
Redazione Madrid
