Per le vittime di violenza di genere, violenza domestica e violenza informatica, le nostre istituzioni hanno creato una rete di ascolto e sostegno – Console Caldararo “La violenza non è un fatto privato ma una responsabilità condivisa”.
MADRID.- La consigliera del Comites di Madrid Gabriella Lanzilli, dall’inizio del suo mandato ha dato particolare rilievo alla sensibilizzazione verso i diritti umani e sociali. Con il fermo sostegno del presidente Andrea Lazzari e di tutti, consigliere e consiglieri, ha organizzato eventi significativi come quelli fatti in occasione del mese del Gay Pride per mettere l’accento su tematiche riguardanti la comunità LGTBQI+.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ha organizzato, in collaborazione con il Consolato Generale una interessantissima giornata dedicata alla violenza di genere, alla violenza domestica e alla violenza informatica.
Per l’occasione sono stati invitati tre specialisti: l’ispettore di polizia Juan Carlos Lorenzo Varela, della Policia Nacional, Alicia González Jano, sempre della Policia Nacional coordinatrice del Gruppo di psicologia nel contesto informatico, ed Encarni Inglesias Presidenta dell’associazione Stop violencia digital
Ha introdotto la serata il Console Generale Spartaco Caldararo che, dopo aver ringraziato il Comites di Madrid e in particolare Andrea Lazzari e Gabriella Lanzilli per l’iniziativa, e gli oratori per aver accettato l’invito, ha reiterato l’importanza della tematica e l’impegno del Consolato Generale nel diventare un punto di informazione e sostegno per qualsiasi connazionale vittima di violenza.
“La violenza di genere è in costante evoluzione e il materiale che sarà presentato nel corso della serata lo dimostrerà. Esistono nuove forme di violenza, come quella che permette il mondo digitale e quindi sono necessarie nuove misure di difesa e di denuncia. La violenza di genere non è una questione privata e non è neanche un destino inevitabile. Non bisogna viverla in solitudine perché è una responsabilità condivisa che richiede coscienza e collaborazione”.
Ha preso poi la parola il Presidente del Comites di Madrid Andrea Lazzari che ha innanzi tutto espresso il suo malessere per dover presentare un evento su una problematica che, “in un paese democratico, non dovrebbe esistere”. “Come padre di due ragazze – ha precisato Lazzari – sono particolarmente sensibile alla tematica di cui parleremo questa sera e noi tutti del Comites siamo riconoscenti verso il Console Generale e tutto il suo staff per averci permesso di realizzarla in questo bellissimo spazio”.
Gabriella Lanzilli ha reiterato l’importanza di eventi di questo tipo e l’impegno di tutto il Comites di Madrid nell’offrire ampio spazio alla difesa dei diritti umani e sociali, per combattere ogni tipo di violenza e per offrire alla nostra collettività informazioni utili per affrontare situazioni particolarmente delicate e difficili. “Spesso, per chi vive lontano dal proprio paese, è complicato capire come comportarsi, a chi rivolgersi per chiedere aiuto, come aiutare amiche o conoscenti che sono vittime di violenza – ha sottolineato – ed è per questa ragione che, attraverso il Comites e il Consolato, vogliamo offrire una rete di sostegno e di aiuto per chiunque ne abbia bisogno”.

Ha dato poi la parola al primo oratore, l’ispettore della Polizia Nazionale Juan Carlos Lorenzo Varela, laureato in diritto e con 25 anni di esperienza nella polizia e in particolare nel dipartimento che si occupa di delitti di genere e soprattutto di delitti a sfondo sessuale.
Varela con evidente orgoglio ha parlato delle tante leggi che ha la Spagna per difendere le vittime di delitto di genere, leggi che pongono questo paese all’avanguardia in Europa.
Ha spiegato innanzi tutto che è considerato delitto di genere quello che compie un uomo su una donna e in particolare un marito, fidanzato, convivente o ex, anche se non vivono più insieme. In tutti gli altri casi, compresi quelli perpetrati da minorenni, sono considerati violenza domestica. In quest’ultimo settore viene inclusa anche la violenza di un/una partner nella coppia omosessuale.
L’ispettore di polizia ha elencato i vari provvedimenti di cui può usufruire la vittima dal momento stesso in cui denuncia. Innanzi tutto, può contare su un sostegno legale gratuito tanto per quanto riguarda i procedimenti penali come quelli civili, fino alla conclusione di tutto il processo. Inoltre, tenendo conto della lentezza della giustizia, la Spagna assicura, dopo solo 72 ore dalla denuncia, un provvedimento di protezione giudiziaria. Quella della polizia scatta dal momento stesso della denuncia.
Considerando i profondi cambiamenti che devono affrontare le donne che denunciano soprattutto quando hanno figli, hanno il diritto di chiedere un trasferimento del luogo del lavoro, ove possibile, una riduzione o un cambio dell’orario e nei casi più estremi una pausa con la sicurezza del mantenimento del posto di lavoro. Se la donna non ha un impiego, avrà la possibilità di svolgere corsi di formazione professionale “dal momento che l’indipendenza economica è la base per la libertà di una donna”.
Ha poi spiegato che le vittime hanno priorità nell’accesso a case popolari o ad anzianati qualora siano di terza età.
Nel caso in cui è un’immigrata irregolare può regolarizzare la sua posizione e avere i documenti che le permetteranno di lavorare. Se è una immigrata di un paese extraeuropeo sposata con un europeo, ha diritto a mantenere la nazionalità europea anche dopo il divorzio con i benefici che ciò comporta.
Ha poi spiegato che nei Commissariati lavora 24 ore su 24, durante tutto l’anno, personale specializzato in violenza di genere e violenza domestica per cui si ha la garanzia di avere a che fare con persone particolarmente sensibili e con grande esperienza, capaci di ascoltare, capire e aiutare le vittime.
Encarni Iglesias, Presidenta dell’Associazione Stop Violenza Digitale ha parlato della crescita di un nuovo tipo di violenza di genere e violenza domestica: la violenza digitale.
Ha spiegato che in questo settore non parliamo solamente di uomini contro le donne ma, sebbene questi casi siano la maggioranza, anche di donne che incorrono nello stesso tipo di delitto.
Spesso sono mariti, mogli, partner, amici, amiche ecc. che insultano, minacciano, denigrano attraverso le reti sociali, a volte rubano le password e i dati delle vittime. Se hanno foto intime minacciano con pubblicarle e in genere creano situazioni di forte ansia. Ha infine sottolineato fortemente la necessità di denunciare anche questo tipo di persecuzioni perché, ha spiegato, dopo non solo si potrà contare sulla protezione delle forze di polizia ma si aiuterà a capire e ad elaborare statistiche che mostrino l’ampiezza di un fenomeno che, pur essendo sempre più comune, non viene quasi mai denunciato.
Alicia González Jano, della Polizia Nazionale, avvocata specializzata in delitti informatici, e coordinatrice del gruppo di psicologia nel settore dell’online, ha messo l’accento sui giovanissimi che sono molto spesso vittime di bullying informatico.
Ha poi dato una serie di consigli per rispondere con diplomazia ma con fermezza ad affermazioni come “se tu mi volessi bene lo faresti”… “se tu avessi fiducia in me mi manderesti la foto che ti sto chiedendo o mi permetteresti l’accesso alle tue reti sociali” ecc.
Sono questi, infatti, i ricatti più ricorrenti tra giovanissimi, e non solo, che tendono a minare la sicurezza di ragazze innamorate timorose di perdere il loro amore.
La serata si è conclusa con due bellissime poesie in italiano e spagnolo recitate, scritte e tradotte dalla poeta Dale Zaccaria. Un finale delicato per una problematica violenta.
È stata una serata di grande spessore e importanza soprattutto non soltanto perché ci ha dato informazioni molto utili ma perché ci ha fatto capire che, in caso di violenza, non siamo soli, nonostante si viva lontano da casa. Le nostre autorità hanno assunto con grande serietà il compromesso di essere accanto alle vittime di violenza, senza giudicare ma piuttosto con l’animo di sostenere e di aiutare. Per chi vive all’estero, lontano dalla rete di aiuto di famiglia e amici, è fondamentale sapere che, come ha ben detto il Console Generale “la violenza non va vissuta in solitudine e non è un destino inevitabile”.
Un succulento cocktail ha permesso ai presenti di proseguire le conversazioni in un clima più disteso accompagnato dai sapori della cucina italiana.
(Redazione)
