Spagna, Núñez Feijóo chiede i voti catalani per cacciare il “sanchismo”

Alberto Núñez Feijóo, leader del conservatore "Partido Popular"

Il leader del Partito Popolare riconosce che per la mozione di censura non è la volontà che manca ma i voti. Sferra l’offensiva e indice la settima piazza: “La mela marcia è Sánchez, fuori dalla Moncloa”


MADRID – “Non è la volontà che manca, mancano i voti”. È la risposta di Alberto Núñez Feijóo a chi gli chiede di farsipromotore di una mozione di censura al Governo. In realtà, la risposta chiama direttamente in causa Junts, il partito indipendentista conservatore catalano. Il partito presieduto da Carles Puigdemont, infatti, nonostante abbia rotto i ponti con il Governo non pare disponibile ad una mozione di censura promossa dal Partito Popolare e avallata dall’estrema destra. Ovvero, con il sostegno di Vox.

Núñez Feijóo, nel corso di un evento con gli imprenditori catalani della “Foment del Treball” a Barcellona, si è offerto dipromuovere la mozione di censura “con un impegno”: “convocare nuove elezioni generali in Spagna affinché tutti i cittadini possano decidere alle urne quale Governo futuro e immediato desiderano”.

Il presidente del maggiore partito d’opposizione ha colto l’occasione offertagli dall’arresto dell’ex ministro José Luis Ábalos, indagato per corruzione, e del suo assessore Koldo García, per sferrare un nuovo attacco contro il premier Sánchez che, ha sostenuto, “è stato inabilitato” dal “Caso Koldo”. Ha affermato convinto che Ábalos era “l’architetto dell’era Sánchez, sia nel Governo, sia nel PSOE”.

“Il sanchismo – ha sottolineato – è finito in prigione”.

Per Núñez Feijóo, il Governo vive un “calvario giudiziario” al quale si aggiunge “la precarietà parlamentaria totale”.

Il leader conservatore ha invitato gli spagnoli a partecipare ad una grande “concentrazione civile senza sigle”, domenica 30 novembre alle ore 12 al “Templo de Debod” a Madrid. La protesta è stata convocata dopo che il magistrato che indaga sul “Caso Koldo” ha deciso l’arresto sia di Ábalos sia di García. Il giudice ha giustificato la sua decisione adducendo l’esistenza di un “estremo” rischio di fuga.

“Quando tutti coloro che lo hanno innalzato entrano in un posto, finiscono in carcere – ha commentato il leader dei popolari –, il signor Sánchez deve uscire da un altro, dal Palazzo della Moncloa”.

Núñez Feijóo è stato molto chiaro e diretto nelle accuse al presidente del Governo.

“La mela marcia – ha detto innalzando i toni della diatriba politica – è lui. La responsabilità politica è sua”.

Ha insistito sulla necessità di una manifestazione di protesta massiccia che esiga le dimissioni del presidente del Governo.

“Questo Paese – ha detto – non merita che i rappresentanti della Spagna decente restino fermi. Io – ha proseguito – non lo farò”.

Quella di domenica non è la prima manifestazione indetta dal Partito Popolare per creare pressione sul Governo e obbligare il premier Sánchez a presentare le dimissioni. Probabilmente, non sarà l’ultima. La strategia di mobilitazione è iniziata nel 2023. Negli ultimi due anni, il Partito Popolare, contando quella di domenica, ne ha organizzate sette. Tutte con slogan assai duri come quello di domenica 30 novembre: “Democrazia o Mafia”.

Redazione Madrid

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