Conclusa l’undicesima edizione del “Jazz Italiano per le Terre del Sisma”: oltre 300 musicisti, due giorni di concerti e un forte legame con la città
MADRID. – Si è conclusa all’Aquila l’undicesima edizione del “Jazz Italiano per le Terre del Sisma”, il grande evento che ogni anno porta musica, laboratori e incontri nel cuore della città. Dopo il Cammino Solidale che ha attraversato Marche, Umbria e Lazio, il festival ha vissuto il suo momento clou sabato 6 e domenica 7 settembre, confermandosi un appuntamento capace di richiamare migliaia di persone e consolidare il legame tra la comunità del jazz e quella aquilana.
Quest’anno oltre 300 musicisti provenienti da tutta Italia hanno animato 18 location diverse, trasformando piazze e palchi in un grande palcoscenico diffuso. Momento particolarmente toccante è stata la commemorazione delle vittime del sisma del 2009, celebrata insieme al ricordo del terremoto del Friuli del 1976, con una produzione originale al Parco della Memoria che ha visto la collaborazione di artisti friulani e abruzzesi.
Grande successo anche per i concerti a pagamento, novità di questa edizione. Tra i più seguiti, quello della Grande Orchestra Avion Travel & Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, che ha registrato oltre mille spettatori.
“Il festival cresce ogni anno, coinvolgendo sempre più la città e le sue realtà culturali” ha dichiarato Corrado Beldì, presidente dell’associazione Jazz all’Aquila. Un segnale incoraggiante in vista del 2026, quando l’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura.
Il tema scelto, “L’Aquila imprevista”, ha guidato l’edizione 2025: una città che sorprende, capace di trasformare fragilità e ricordi in energia creativa, in un percorso che unisce tradizione, ricerca e sperimentazione.
Dal 2015 il “Jazz Italiano per le Terre del Sisma” rappresenta la più ampia vetrina del jazz nazionale e un simbolo di come la cultura possa essere strumento di memoria, solidarietà e rinascita collettiva.
(Redazione)
