Retribuzioni in aumento e occupazione in crescita, ma la fiducia delle imprese cala
MADRID. – Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, il mercato del lavoro in Italia ha registrato un aumento dell’occupazione a gennaio, coinvolgendo sia uomini che donne e tutte le fasce d’età, ad eccezione dei 35-49enni. La crescita ha interessato sia i lavoratori dipendenti che gli autonomi, in un contesto di moderata ripresa economica.
Nel 2024, il rallentamento dell’inflazione ha favorito un incremento delle retribuzioni contrattuali in termini nominali, con un aumento medio del 3,1%, che si è rivelato più significativo nel settore privato (+4%). Nonostante una lieve risalita dell’inflazione all’inizio dell’anno, il tasso di crescita dei prezzi in Italia (1,7%) si mantiene inferiore alla media dell’area euro.
Tuttavia, le prospettive di crescita economica nel Paese restano incerte. Il Pil italiano ha registrato nel 2024 un incremento dello 0,7%, evidenziando una progressiva decelerazione. A livello europeo, la crescita economica ha mostrato segnali di miglioramento, ma rimane inferiore rispetto ad altre economie globali, come Stati Uniti e Asia.
Sul fronte industriale, l’Istat segnala un rimbalzo della produzione a gennaio, con un aumento del 3,2% rispetto a dicembre. Questo recupero ha compensato il calo del mese precedente (-2,7%), portando il livello medio della produzione nel trimestre novembre-gennaio in linea con quello del periodo precedente. I comparti dei beni strumentali (+4,1%), intermedi (+4%) e di consumo (+2,6%) hanno trainato la ripresa, mentre l’energia ha subito una contrazione (-3,4%).
Nonostante questi segnali positivi, il clima di fiducia delle imprese ha mostrato un peggioramento in tutti i settori, ad eccezione della manifattura. I consumatori, invece, hanno espresso un lieve miglioramento della fiducia, in particolare per quanto riguarda la propria situazione economica personale.
Tra i settori con la crescita più marcata si distinguono la produzione farmaceutica (+21,7%), l’industria del legno, carta e stampa (+6,2%) e la chimica (+4,3%). Al contrario, le flessioni più accentuate si sono registrate nella produzione di mezzi di trasporto (-13,1%) e nel settore tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-12,3%).
In un contesto economico in evoluzione, il mercato del lavoro e il settore industriale continuano a mostrare segnali contrastanti, tra riprese settoriali e difficoltà di crescita strutturale.
(Redazione Madrid/fonte Askanews)
