Malattie cardiovascolari, il manifesto delle associazioni per prevenzione e cura

Un sanitario dell'ospedale Bio-Chimico di Roma fa il segno del cuore.
Un sanitario dell'ospedale Bio-Chimico di Roma fa il segno del cuore. (ANSA)/FABIO FRUSTACI

MADRID. –  “Il manifesto presentato oggi è stato sottoscritto da diverse società scientifiche, associazioni di pazienti, aziende farmaceutiche e associazioni della società civile, ed è importante perché porta la voce di specialisti e pazienti su una tematica molto sentita: le malattie cardiovascolari, che sono la prima causa di morte, ospedalizzazione e di disabilità in Italia”. Così la senatrice Elena Murelli (Lega Salvini Premier), presidente dell’Intergruppo sulle malattie cardiovascolari, descrive il “Manifesto sulla Prevenzione Cardiovascolare” presentato stamattina in Senato alla presenza di numerose associazioni di pazienti e specialisti del settore.

Le malattie cardiovascolari sono oggi la prima causa di ricovero in Italia e una delle voci più impattanti sulla spesa farmaceutica, e, stando ai dati Istat, rappresentano il 30,8% di tutti i decessi, come precisato da Dario Manfellotto, Presidente Fondazione FADOI, Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti.

Sei le proposte al centro del documento sottoscritto oggi: oltre al sostegno di campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini sui corretti stili di vita e sul rischio cardiovascolare, l’implementazione di programmi di screening regolari per individuare precocemente i più frequenti fattori di rischio o condizioni preesistenti associate alle malattie cardiovascolari.

“È fondamentale che la formazione sia in interazione con i cittadini: le informazioni devono essere fornite in maniera adeguata e costante, e ci si deve accertare che la persona abbia compreso”, ha sottolineato Tiziana Nicoletti, Responsabile del Coordinamento nazionale Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva. E poi la prevenzione primaria: “attenzionare i fattori di rischio” e “fare informazione sugli screening che si possono effettuare”.

Un ruolo fondamentale in questo senso è quello del medico di medicina generale che, come sottolineato da Andrea Zanché (SIMG – Società Italiana di Medicina Generale) “conosce la storia clinica anche familiare del paziente e il contesto sociale” ed è “tra i principali responsabili della valutazione dell’aderenza al trattamento”.

Ma anche quello delle farmacie di prossimità, “sempre più presidio territoriale”, come evidenziato da Michele Pellegrini Calace, Segretario Nazionale di Federfarma. Da qui la proposta del manifesto di valorizzare il ruolo del farmacista che opera nella farmacia di comunità, anche spiegando l’importanza dell’aderenza alla terapia.

Tra le proposte del manifesto, anche l’attuazione di programmi di formazione continua in ambito cardiovascolare indirizzati ai medici di medicina generale, implementando la collaborazione con gli specialisti. Un aspetto significativo, sottolineato da Nicoletta Orthmann, Direttrice medico-scientifica Fondazione Onda ETS, è quello relativo alla medicina di genere:

“È un tema particolarmente importante – ha sottolineato – ancor più in un ambito in cui sappiamo che le differenze correlate a fattori biologici e di genere hanno un impatto su come si manifesta la malattia e sulla risposta alla terapia. Bisogna approcciare allla prevenzione e all’aderenza alle terapie anche in ottica di medicina di genere, fin dalla valutazione del rischio cardiovascolare. Ad esempio, ci sono delle comorbidità che hanno una significativa correlazione con il rischio cardiovascolare e che nella donna sono molto più frequenti (penso all’emicrania e ai disturbi depressivi e del sonno)”.

Tra le proposte del manifesto c’è poi l’incentivazione dei Sistemi Sanitari Regionali all’impiego di soluzioni terapeutiche che contribuiscano a una maggiore aderenza e sostenibilità e il rafforzamento di politiche pubbliche mirate alla riduzione dell’esposizione a fattori ambientali dannosi per il sistema cardiovascolare. Alla conferenza hanno preso parte anche Massimo Volpe, Presidente della Siprec, Società Italiana per la prevenzione cardiovascolare, Cristina Meneghin, Direttore Comunicazione scientifica della FIPC, Fondazione Italiana per il Cuore e la deputata Ilenia Malavasi (Pd).

(Redazione Madrid)

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