Draghi: “Dopo l’elezione di Trump l’Ue deve agire se vuole essere competitiva”

In una foto del 20 ottobre 2022, Mario Draghi, al suo arrivo a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo
In una foto del 20 ottobre 2022, Mario Draghi, al suo arrivo a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo. (Ufficio stampa Presidenza del Consiglio)

MADRID. – Le indicazioni del rapporto sulla competitività dell’Unione Europea, redatto da Mario Draghi su richiesta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, “sono già urgenti, data la situazione economica in cui siamo oggi, ma sono diventate ancora più urgenti dopo le elezioni degli Stati Uniti. Non c’è alcun dubbio che la presidenza Trump farà una grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa: non tutte in negativo ma certamente noi dobbiamo prenderne atto”.

E’ proprio Mario Draghi a dirlo, a margine della riunione informale dei Capi di Stato o di governo del Consiglio europeo a Budapest: mentre Giorgia Meloni, poco prima, si era concentrata sulle possibili ripercussioni nel settore della difesa, Draghi affronta la questione dell’elezione di Trump proprio secondo la chiave della competitività, sottolineando che l’amministrazione Trump “darà grande impulso al settore tecnologico, il cosiddetto hi-tech, dove noi siamo già molto indietro e che è il settore trainante della produttività. Già ora la differenza è molto ampia, quindi noi dovremmo agire. Gran parte delle considerazioni del rapporto erano già su questo tema”.

Fatta salva poi la generale difficoltà di fare previsioni a lungo termine, aggiunge Draghi, “una cosa sembra più certa di altre: che Trump proteggerà le industrie tradizionali, che sono quelle dove noi esportiamo di più negli Stati Uniti. Lì dovremo negoziare con uno spirito unitario, in modo da proteggere anche i nostri produttori europei”.

Insomma, per l’ex presidente del Consiglio e della Bce, “ci sono grandi cambiamenti in vista e credo che quello che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni per aspettare un consenso che non è venuto. È venuta solo una crescita più bassa e oggi una stagnazione. Mi auguro che ritroveremo uno spirito unitario, per andare in ordine sparso siamo troppo piccoli e non si va da nessuna parte”.

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