Papa Francesco all’Angelus: “Preoccupa l’allargamento del conflitto in Palestina”

Papa Francesco durante l'Angelus benedice la folla in Piazza San Pietro.
Papa Francesco durante l'Angelus benedice i fedeli in Piazza San Pietro. ANSA/GIUSEPPE LAMI

MADRID. – La guerra e le sue conseguenze sono al centro della riflessione di Papa Francesco al termine dell’Angelus. In particolare, i focus sono due. Il primo è per “il martoriato popolo ucraino”, colpito da attacchi alle infrastrutture energetiche: “Oltre a causare morti e feriti, essi hanno lasciato più di un milione di persone senza elettricità e acqua. Ricordiamoci che la voce degli innocenti trova sempre ascolto presso Dio, che non rimane indifferente alla loro sofferenza”, dice il Papa. 

Che poi si concentra anche sul Medio Oriente, esprimendo preoccupazioni per il potenziale rischio di un allargamento del conflitto: “Faccio appello affinché non si fermino i negoziati e si cessi subito il fuoco, si rilascino gli ostaggi, si soccorra la popolazione a Gaza, dove si stanno anche diffondendo tante malattie, inclusa la poliomielite”.

Le vittime di tragedie ed incidenti

“La Città Santa – ricorda il Pontefice – sia luogo d’incontro dove i cristiani, gli ebrei e i musulmani si sentano rispettati e accolti, e nessuno metta in discussione lo Status Quo nei rispettivi Luoghi Santi”. Infine, non manca un pensiero per la tragedia in Burkina Faso, con un attacco terroristico che ha provocato una strage e per l’incidente al Santuario di Nossa Senhora da Conceição, nella città di Recife, in Brasile.

La Fede non è solo apparenza

La riflessione religiosa è incentrata invece, sul tema della purezza e della purezza relativamente alla Fede. L’accusa che viene fatta da scribi e farisei a Gesù è quella di avere discepoli “impuri” perché non si lavano le mani prima di prendere del cibo. Un concetto che a quei tempi veniva collegato principalmente all’osservanza di riti e di regole di comportamento, per evitare qualsiasi contatto con cose o persone considerate immonde.

E Gesù coglie questo rimprovero dei farisei ai suoi discepoli per parlare del significato della “purezza”. “Gesù dice – spiega il Papa – che la purezza non è legata a riti esterni, ma prima di tutto a disposizioni interiori. Per essere puri, perciò, non serve lavarsi più volte le mani, se poi si nutrono dentro il cuore sentimenti malvagi come avidità, invidia o superbia, oppure propositi cattivi come inganni, furti, tradimenti e calunnie”. 

Dunque Gesù, mette in guardia dal solo ritualismo “che – spiega Papa Francesco non fa crescere nel bene, anzi, a volte può portare a trascurare, o addirittura a giustificare, in sé e negli altri, scelte e atteggiamenti contrari alla carità, che feriscono l’anima e chiudono il cuore”. 

Attualizzando, come di consueto, la Parola di Dio al quotidiano, Papa Francesco sottolinea quelle che considera “impurità”: “Non si può uscire dalla Santa Messa e, già sul sagrato della chiesa, fermarsi a fare pettegolezzi cattivi e privi di misericordia su tutto e tutti. Quel chiacchiericcio che rovina il cuore, che rovina l’anima. Oppure mostrarsi pii nella preghiera, ma poi a casa trattare con freddezza e distacco i propri familiari, o trascurare i genitori anziani, che hanno bisogno di aiuto. Questo è quello che facevano i farisei. La purità esterna senza gli atteggiamenti buoni, atteggiamenti misericordiosi con gli altri. 

O, ancora, non si può essere apparentemente molto corretti con tutti, magari fare anche un po’ di volontariato e qualche gesto filantropico, ma poi dentro coltivare odio verso gli altri, disprezzare i poveri e gli ultimi o comportarsi in modo disonesto nel proprio lavoro” “Facendo così – conclude il Santo Padre – si riduce il rapporto con Dio ai gesti esteriori, e dentro si rimane impermeabili all’azione purificatrice della sua grazia, indugiando in pensieri, messaggi e comportamenti privi di amore”.

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