MADRID. – Pavel Durov, il fondatore e CEO di Telegram, è stato rilasciato su cauzione dopo essere stato arrestato in Francia. La cauzione è stata fissata a cinque milioni di euro, e Durov è ora sotto stretta sorveglianza giudiziaria: gli è stato imposto il divieto di lasciare il paese e deve presentarsi due volte a settimana presso una stazione di polizia.
L’arresto di Durov è avvenuto nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria che lo vede accusato di numerosi reati in quanto Ceo di Telegram, tra cui la distribuzione di materiale pedopornografico, traffico di droga, frode e riciclaggio di denaro. Le autorità francesi hanno sottolineato la scarsa collaborazione di Telegram con le forze dell’ordine europee, un fattore che ha contribuito all’incriminazione di Durov.
Un ulteriore sviluppo del caso riguarda le accuse di violenza contro uno dei figli di Durov: secondo le indagini, Durov avrebbe usato violenza contro il figlio in più occasioni, una delle quali a Parigi. Queste accuse sono state sollevate in Svizzera, dove vivono la sua ex compagna e i loro tre figli.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti. In Russia, alcuni funzionari governativi hanno definito l’arresto di Durov politicamente motivato, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che l’indagine è indipendente e non ha motivazioni politiche. Indubbiamente però il caso assume anche contorni importanti dal punto di vista geopolitico: a Ria Novosti, infatti, il ministro degli esteri Dmitry Peskov ha spiegato di non essere particolarmente convinto della bontà delle accuse riservate a Durvov e ha ricordato che il fondatore di Telegram “è ancora un cittadino russo” e quindi potrà usufruire del sostegno di Mosca. “Per quanto riguarda l’ottenimento della cittadinanza francese, non ne sappiamo nulla. Non sono affari nostri”.