Panetta al Meeting di Rimini: “Per nostro Paese cruciale riduzione debito pubblico”

Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta durante il suo intervento al Meeting di Rimini. (frame video meetingrimini.org)

MADRID. – “Per l’Italia il problema cruciale rimane la riduzione del debito pubblico. Il nostro paese è l’unico dell’area euro con una spesa pubblica per interessi pressoché equivalente a quella per l’istruzione: l’alto debito grava sul futuro delle giovani generazioni limitando le loro opportunità”. 

Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo al Meeting per la amicizia fra i popoli di Rimini, organizzato da Comunione e liberazione e giunto alla 45esima edizione. “La strada maestra – aggiunge – passa per una gestione prudente dei conti pubblici, affiancata da un deciso incremento della produttività e della crescita”. 

Centrale, nel discorso del governatore, è il tema dell’Unione europea: “Nel tempo – afferma – l’integrazione europea ha portato importanti benefici ai cittadini. L’abolizione delle tariffe doganali interne ha favorito la specializzazione produttiva e le economie di scala, stimolando l’efficienza e la concorrenza e accrescendo l’occupazione e il benessere. Si stima che in assenza del mercato unico il reddito pro capite in Europa oggi sarebbe inferiore di un quinto”. 

Secondo Panetta “le autorità europee hanno il difficile compito di garantire prosperità ai cittadini in un mondo meno stabile e meno aperto. Un banco di prova sarà confermare i progetti di spesa comuni e avanzare verso un’unione più completa e integrata sul piano finanziario e fiscale. Inoltre, è indispensabile rilanciare l’economia europea riequilibrando la dipendenza dalla domanda estera, rafforzando il mercato unico e la competitività, progredendo sui fronti tecnologico, energetico e della sicurezza esterna”. 

“Negli ultimi due decenni – ricorda il numero uno di Bankitalia – l’Ue ha accumulato un ritardo di 20 punti percentuali in termini di produttività rispetto agli Usa. L’industria europea è intrappolata in settori a tecnologia intermedia e poco presente in quelli alla frontiera, nonostante l’eccellenza della ricerca. Il caso dell’IA è emblematico: tra il 2013 e il 2023, gli investimenti privati sono stati 20 miliardi di dollari in Europa, 330 negli USA e 100 in Cina. Per assicurare sviluppo e redditi elevati è necessario un incremento della produttività”. 

“L’Europa – sottolinea Panetta – non può limitarsi a essere un semplice utilizzatore della tecnologia ma deve ambire a un ruolo attivo. I benefici oltrepassano la dimensione produttiva e riguardano i diritti essenziali dei cittadini come la tutela dei dati personali e il pluralismo dell’informazione”. 

“Investimenti ingenti – sottolinea il governatore – andranno concentrati sui settori chiave: la transizione ambientale e digitale e i comparti strategici come alimentare, energia, sanità, difesa. Saranno efficaci se realizzati a livello europeo, con fondi sia pubblici sia privati. Sono beni pubblici sovranazionali che richiedono un approccio coordinato e hanno benefici in termini di economie di scala”.

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