Papa Francesco: “Il mondo è diviso, ha bisogno di pace”

Papa Francesco verso l'Udienza Generale svoltasi nell'Aula Paolo VI. (ANSA)
Papa Francesco verso l'Udienza Generale svoltasi nell'Aula Paolo VI. (ANSA)

MADRID. – Una preghiera per il Mondo diviso dalle guerre. Papa Francesco al termine dell’udienza generale invita ancora una volta a stringersi per chiedere lo stop ai conflitti: “Non dimentichiamo il Myanmar, il Sud Sudan, il Nord Kivu e tanti Paesi che sono in guerra. Come l’Ucraina martoriata. Preghiamo per la pace. E non dimentichiamo la Palestina e Israele: che ci sia la pace, lì”. 

“Il nostro mondo, segnato da guerre e divisioni, ha più che mai bisogno dei frutti dello Spirito Santo – aggiunge – A partire dalle vostre famiglie e dai vostri ambienti di lavoro, portate nella vostra vita quotidiana amore, pace e bontà”. 

La riflessione religiosa è incentrata su Gesù e lo Spirito Santo, partendo dal racconto del battesimo di Cristo nel fiume Giordano raccontato nello specifico dal Vangelo di Marco ma presente i tutti e quattro i vangeli. Ciò che rende speciale quel Battesimo tanto da spingere tutti gli evangelisti a raccontarlo, dice il Santo Padre, è la presenza dello Spirito Santo: 

“Nel Giordano Dio Padre ha “unto di Spirito Santo”, cioè ha consacrato Gesù come Re, Profeta e Sacerdote. Infatti, con olio profumato venivano unti nell’Antico Testamento i re, i profeti e i sacerdoti- spiega il Pontefice – Nel caso di Cristo, al posto dell’olio fisico, c’è l’olio spirituale che è lo Spirito Santo, al posto del simbolo c’è la realtà: c’è lo Spirito stesso che scende su Gesù”. 

Passando attraverso il Salmo 133, il Pontefice spiega un’altra simbologia, quella dell’olio che scende versato sul capo del sommo sacerdote Aronne: “Cristo è il capo, il nostro Sommo Sacerdote, lo Spirito Santo è l’olio profumato e la Chiesa è il corpo di Cristo in cui esso si diffonde”, dice Francesco. 

“L’unzione ci fa profumo, e anche una persona che vive con gioia la sua unzione profuma la Chiesa, profuma la comunità, profuma la famiglia con questo profumo spirituale”, dice Papa Francesco. Da qui la consueta applicazione delle parole del Vangelo alla vita quotidiana e in particolare al ruolo del cristiano: 

“Purtroppo, a volte- sottolinea- i cristiani non diffondono il profumo di Cristo, ma il cattivo odore del proprio peccato. E non dimentichiamo mai: il peccato ci allontana da Gesù, il peccato ci fa diventare olio cattivo. Il diavolo di solito entra dalle tasche, ma questo non deve distoglierci dall’impegno di realizzare, per quanto possiamo e ognuno nel proprio ambiente, questa vocazione sublime di essere il buon odore di Cristo nel mondo”. 

L’invito è quindi a cercare “i frutti dello spirito”, che sono “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” perché coltivandoli si possono trovare le persone che hanno queste caratteristiche e “creano la pace e l’accoglienza”.

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