Peste suina, per l’Ue misure insufficienti da Italia

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MADRID. – Le misure che l’Italia ha messo in atto per contrastare la diffusion della pesta suina sono insufficienti. È il giudizio dei tecnici dell’Eu Veterinary Emergency Team della Commissione Ue, che hanno elaborato un report dopo una missione in Emilia-Romagna e Lombardia. Il report sottolinea che “la strategia di controllo nel Nord Italia dev’essere migliorata”. Inoltre, gli esperti mettono in luce come l’epidemia corra più veloce delle misure messe in atto finora e che ci sono timori per una sua diffusione verso le regioni limitrofe.

Proprio in questi giorni il governo ha nominato il nuovo commissario Giovanni Filippin per combattere l’emergenza. Il report si riferisce alla peste suina africana, un’infezione virale che colpisce i suini domestici e selvatici, non trasmissibile all’uomo, ma altamente infettiva e spesso mortale per gli animali colpiti, sostenuta da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus.

Si tratta, dunque, di una patologia pericolosa per gli allevamenti, con Coldiretti che chiede di “mettere in campo tutte le misure necessarie a fermare quello che è un rischio mortale per la filiera e garantire indennizzi immediati agli allevamenti”.

“Sono gli stessi rilievi che da tempo, inascoltati, muoviamo al Governo”, è il commento di Antonella Forattini, deputata Pd e membro della Commissione Agricoltura alla Camera, secondo cui “i piani straordinari di gestione della fauna selvatica sono ancora sulla carta, l’esercito solo evocato. La designazione del nuovo Commissario nella figura di Giovanni Filippini, figura competente, è positiva ma in Lombardia serve un intervento urgente e condiviso tra i vari attori in campo, con la regia della Regione”.

 

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