Presidente Sánchez: “La Spagna segue con preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela”

Pedro Sánchez


Il premier ha affermato che la “trasparenza nello spoglio elettorale è indispensabile per riconoscere i risultati” 


MADRID – La Spagna segue “con preoccupazione” quanto sta accadendo in Venezuela”. Lo ha detto il presidente del Governo, Pedro Sánchez, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare il bilancio dei primi otto mesi della Legislatura.

Il premier ha ribadito che la “trasparenza nello spoglio elettorale è indispensabile per riconoscere i risultati”. E ha aggiunto che si “deve essere in grado di verificare i verbali di tutti i seggi”. È questo un concetto già espresso dal ministro degli Esteri, José Manuel Albares, all’indomani delle elezioni presidenziali in Venezuela quando il Consiglio Nazionale Elettorale confermò la rielezione del presidente Nicolás Maduro.

Il presidente dell’Esecutivo, convinto che la Spagna sia “un punto di riferimento per la difesa del diritto internazionale”, ha fatto un appello “alla calma, alla civiltà e alla garanzia dei diritti fondamentali di tutti i venezuelani”.

Il Venezuela, oggi, vive ore drammatiche. Il verdetto del Consiglio Nazionale Elettorale, dopo una domenica elettorale trascorsa in un clima teso ma senza incidenti di rilievo, ha provocato l’indignazione dei venezuelani e destato dubbi a livello internazionale sulla trasparenza del processo elettorale. Dubbi confermati dalle conclusioni del “Centro Carter”, uno dei pochi osservatori internazionali tollerati dal Governo,  che ha ritenuto che il processo elettorale non si può considerare “conforme ai parametri internazionali e agli standard di integrità elettorale”. È, quindi, “non democratico”. Ad insorgere contro la decisione dell’organismo elettorale, in questa occasione, non è stata solo la classe media ma soprattutto i ceti meno abbienti. Cioè gli abitanti dei quartieri più poveri fino a ieri il serbatoio elettorale del “chavismo”. Le manifestazioni di rabbia e indignazione sono state represse con un saldo di oltre una dozzina di morti, centinaia di feriti e tanti arresti.

Prima dell’accenno alle elezioni in Venezuela, alla guerra in Ucraina e alla tragedia che si vive nella Striscia di Gaza, il Premier Sánchez aveva posto l’accento sul preaccordo tra “Esquerra Republicana de Catalunya” e il Partito Socialista Catalano per l’investitura di Salvador Illa come. Presidente della Generalitat.  Il preaccordo dovrà essere votato dagli oltre ottomila militanti del partito indipendentista repubblicano.

Il premier Sánchez  ritiene che l’accordo non solo aprirà le porte ad un negoziato bilaterale ma porrà le basi per la riforma del sistema di finanziamento dell’autonomie che, ha affermato il premier, deve orientarsi vero la “federalizzazione”

Il presidente del Governo ha ricordato d’aver ereditato, nel 2018, un “paese con la maggiore crisi territoriale nella sua storia democratica,  con effetti avversi sull’economia e sulla reputazione internazionale della nazione”.

Nel corso della conferenza stampa, il premier Sánchez ha difeso la politica economica del suo Governo. Ne ha sottolineato gli aspetti positivi e messo in risalto i risultati ottenuti.

“Gli investitori – ha detto – hanno fiducia nel futuro della nostra economia”.

Ha commentato che “nell’ultimo anno, la Spagna ha attratto circa 25 miliardi di euro in invvestimenti diretti esteri”, ha aperto circa centomila nuove aziende, ha incrementato le sue esportazioni e creato 426mila posti di lavoro aggiuntivi”.

“Abbiamo superato i 21 milioni 600mila occupati – ha riferito -. Stiamo riducendo la disoccupazione a livelli più bassi da prima della crisi finanziaria del 2008”

Il capo del Governo, che ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, si è riferito anche all’incremento del salario minimo e del numero di lavoratori a contratto a tempo indeterminato. Ha anticipato che “l’Esecutivo ha raggiunto un accordo con le parti sociali in materia di pensioni e previdenza sociale.

Redazione Madrid

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