MADRID. – Rispondere ai bisogni sempre più complessi e specifici dell’emigrazione italiana e affrontare le sfide dei nuovi flussi migratori. Questo è il cuore del programma operativo presentato dalla II Commissione del CGIE – Sicurezza e tutela sociale. Il focus primario è un monitoraggio accurato delle esigenze emergenti dei migranti italiani, una realtà oggi composita e articolata.
L’immagine dell’emigrante italiano è radicalmente cambiata rispetto agli stereotipi del passato. Giovani, studenti, lavoratori, famiglie e pensionati si trasferiscono all’estero per motivi diversificati. Secondo un recente studio della Fondazione Migrantes, la maggior parte degli emigranti proviene dal Nord Italia, evidenziando un aumento dell’emigrazione e un’evoluzione delle motivazioni che la spingono, richiedendo supporto mirato e qualificato.
Maria Candida Imburgia, Presidente della II Commissione tematica, ha sottolineato l’importanza di attuare politiche per trattenere o riportare in patria i giovani talenti, evidenziando che il CGIE può solo avanzare idee e proposte. La Commissione ha riconosciuto anche l’importanza di monitorare le esigenze di chi decide di tornare in Italia, un fenomeno in crescita che comporta sfide uniche.
Un aspetto significativo è l’emigrazione femminile, oggi guidata dalla ricerca di migliori condizioni economiche e carriere professionali gratificanti, riflettendo una crescente indipendenza. È necessario inoltre rispondere ai bisogni della vecchia emigrazione e dei pensionati all’estero, che richiedono un supporto dedicato.
La Commissione ha identificato la sanità come un’area urgente di intervento, proponendo una ricerca sui problemi riscontrati dai connazionali all’estero e suggerendo soluzioni in collaborazione con gli interlocutori istituzionali. Anche il fronte previdenziale presenta molte criticità, come la reversibilità agli orfani, il riscatto dei contributi per gli italiani in Venezuela, l’assegno unico per i residenti all’estero e le convenzioni bilaterali da aggiornare.
Un ulteriore problema è l’impossibilità di utilizzare lo SPID per chi non possiede più un documento italiano, complicando i rapporti con le istituzioni nazionali. La Commissione si impegna a rappresentare queste problematiche ai decisori, auspicando una maggiore collaborazione tra MAECI e patronati per migliorare il supporto ai connazionali all’estero.
“Ci attendono impegni decisivi,” conclude Imburgia, “che affronteremo con dedizione e rispetto nei confronti della nostra comunità oltre confine, proponendo soluzioni innovative e mirate.”dazione Mi