La protesta degli agricoltori arriva in Parlamento

La Camera dei deputati - Immagine Freepik

MADRID – Dalle piazze alle sale del potere. Gli echi della protesta degli agricoltori sono arrivati in Parlamento. E infatti, l’argomento, oggi di grande attualità visto che il malessere dei produttori del settore agrario  si è esteso a macchia d’olio, è stato al centro del dibattito parlamentare.

Nella Camera dei deputati, il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha illustrato i provvedimenti introdotti per arginare le proteste e calmare gli animi degli agricoltori. Tra questi, le disposizioni orientate a rafforzare la Legge sulla catena alimentare.

Il capo del Governo ha spiegato che, oltre a consolidare la legge sulla filiera alimentare, porrà enfasi sulla reciprocità di condizioni delle importazioni agroalimentari, per evitare la concorrenza sleale. Particolare attenzione riceverà tutto ciò che permetterà di avanzare nella semplificazione della Politica Agricola Comune (Pac) e nell’adeguamento alle nuove normative europee.

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Nel rispondere a Santiago Abascal, leader del movimento di estrema destra Vox, il presidente Sánchez ha ricordato i quattro miliardi di euro stanziati dal 2022 per far fronte alle difficoltà derivate dalla siccità, dall’incremento dei prezzi dell’energia e di quelli delle assicurazioni e i quasi sette miliardi di euro della “nuova Pac”.

Il presidente Sánchez, poi, ha sottolineato quanto letale sia la proposta di Vox e del suo leader, Santiago Abascal. E cioè, ha precisato, il mix di negazionismo climatico e antieuropeismo.

Abascal, dal canto suo, ha sottolineato che gli agricoltori protestano contro la concorrenza sleale, l’ambientalismo radicale e la criminalizzazione del settore.

Anche nell’intervento di Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare, non sono mancati riferimenti alla protesta degli agricoltori. Il presidente dei “popolari” ha invitato il capo del Governo ad ascoltare il “mondo della campagna”. Ha assicurato che “il problema dei produttori non è solo a Bruxelles ma anche nei banchi del governo”.

Dal canto suo, il ministro dell’Agricoltura, Luis Plana, ha commentato positivamente la tempestività con cui la Commissione Europea ha deciso di ritirare la proposta di Legge sull’uso sostenibile dei pesticidi. Ma ha ricordato che la sfida di fondo resta inalterata: la riduzione dei prodotti fitosanitari dannosi e contaminanti e degli antibiotici.

Il ministro Planas non ha negato che la campagna, oggi, deve superare tante difficoltà. Il suo appello è stato al “dialogo, al lavoro e all’impegno” perché, ha spiegato, è l’unico modo per rendere il settore “redditizio e sostenibile”. Ritiene che per raggiungere l’obiettivo siano indispensabili l’integrazione dei giovani, l’irrigazione sostenibile e la promozione di innovazione e digitalizzazione. Il ministro ha difeso gli accordi commerciali con “paesi terzi”; ma solo quelli che si basano su “regole” in cui prevalga la “reciprocità”.

Redazione Madrid