Venezuela, la Corte Suprema di Giustizia boccia la candidatura di Maria Corina Machado alle presidenziali

María Corina Machado

CARACAS – La Corte Suprema di Giustizia ha confermato l’interdizione decisa dalla Procura Generale della Repubblica. Quindi, Maria Corina Machado, ma anche Henrique Capriles Radonski e il connazionale Enzo Scarano, non potranno candidarsi alle prossime elezioni presidenziali. Così, con un solo colpo di spugna, il governo del Presidente Nicolás Maduro si sbarazza di tre temuti avversari. In primis, della “Pasionaria” venezuelana che, dopo aver superato a pieni voti l’esame delle primarie dell’Opposizione, era data per favorita in assoluto alle prossime presidenziali

Enzo Scarano

Maria Corina Machado era riuscita a dare di nuovo fiducia ad una opposizione divisa, confusa, delusa e vittima dei propri errori. Leader di “Vente Venezuela”, partito di estrema destra, Machado non potrà svolgere attività nell’ambito della Pubblica Amministrazione, tantomeno aspirare alla carica di Presidente della Repubblica.

La Corte Suprema di Giustizia, nel confermare la sentenza della Procura Generale, ha ritenuto che la richiesta presentata da Machado “non è conforme ai requisiti stabiliti e richiesti nell’Accordo di Barbados”; accordo firmato recentemente dai rappresentanti del governo e della “Piattaforma Unitaria” il 17 ottobre scorso. Non è da escludere che Machado possa essere condannata al pagamento di una multa o, addirittura, a pene maggiori.

La conferma delle sanzioni, di cui Machado ha più volte assicurato di non essere stata formalmente informata, avviene in un momento particolarmente delicato per il presidente Maduro. Attualmente, il capo dello Stato è il leader più impopolare del Paese. La sua immagine, logorata da anni di malgoverno accompagnato da promesse mai mantenute, potrebbe consigliare il “chavismo” a dare un colpo di timone e alla scelta di un nuovo candidato capace di ridare ossigeno al Governo e di promuovere una svolta politica ed economica. Potrebbe anche alimentare le faide all’interno del “chavismo” stesso e provocare una implosione dalle conseguenze imprevedibili.

Redazione Caracas