Un “panel” differente per la presentazione del libro di Evelina Piscione

MADRID – È stata una presentazione di un libro poco convenzionale ma anche molto illustrativa. Poco convenzionale perché il “panel” della tavola rotonda, eccezion fatta per l’autrice del romanzo e la professoressa che l’ha organizzata, era costituito da giovani studentesse della Scuola Statale Italiana, che ha fatto da cornice all’evento. Illustrativo, perché dimostra come i giovani, quando gli insegnanti sanno stimolarli e soprattutto non temono dare loro fiducia, riservano grate sorprese.

La scrittrice Evelina Piscione

È accaduto alla vigilia delle festività natalizie. Organizzato dalla professoressa Anna Maria Saba, che ha coordinato il dibattito, è stato presentato il romanzo “Anni di grazia” della scrittrice Evelina Piscione.

Dopo la breve presentazione del Dirigente Scolastico, Massimo Bonelli, le giovani, con la sapiente regia della professoressa Saba, si sono rese protagoniste di un interessante colloquio con la scrittrice Piscione. Ada Marroni, Julia Vallejo, Naira Colagreco, Sofia Curto, Gaia Molari, Martina Yañez, Nicolle Bertini ed Eleonora Gnugnoli, studentesse delle classi terza e quarta del liceo, non hanno tralasciato nessun argomento. Così, si è parlato dell’esperienza della Piscione come scrittrice, del suo incontro con l’allora vescovo ed oggi Papa Bergoglio, del processo creativo, dei personaggi del romanzo e del loro profilo psicologico, dell’ambientazione tra l’Argentina e l’Italia.

L’autrice del romanzo, professoressa di Storia e Filosofia, si è trovata a dover rispondere alle domande delle giovani  alunne; domande, tutte assai pertinenti, rivolte con spigliatezza senza soggezione né timidezza e con tanta semplicità. Con loro, Piscione ha toccato anche temi inerenti alla propria vita, alla fede e alla religione.

La professoressa Anna Maria Saba

Al dibattito hanno assistito studenti e professori  delle classi terze e quarte del Liceo.

– Sono felicissima – ha detto la professoressa Piscione alla “Voce” -. Ero sicura che affidandomi alla professoressa Saba l’evento non poteva che risultare interessante. È stata la professoressa a propormi di venire a Madrid e di presentare il libro.

Si è detta gratamente stupita della preparazione delle giovani e delle domande rivoltele.

– Vedere negli occhi di queste  ragazze tanto interesse; sentirle citare le mie parole, entrare nei miei personaggi con commozione… – ha aggiunto – è stata un’esperienza gratificante che  ha dato un senso particolare al tutto.

Ha confessato che spera di poterla ripetere con altri giovani studenti.

– Fino ad ora – ha commentato -, le presentazioni fatte sono state…  direi… più “classiche”; in ambienti abbastanza diversi, più adulti.

Dal canto suo, la professoressa Saba, promotrice ed anima dell’evento culturale, non ha nascosto la propria soddisfazione.

– Mi sono limitata a dare poche direttive – ci ha detto -. Innanzitutto, ho chiesto alle studentesse di essere genuine, autentiche. Ho chiesto anche di non assumere posizioni retoriche.

Ha spiegato che le giovani, dopo aver letto il libro, “hanno fabbricato le loro domande”.

– Sono contenta di quella che è una mia proposta didattica – ha aggiunto -. Sono contenta dell’umanità che hanno manifestato nell’accogliere una professoressa, una mia cara amica.

Redazione Madrid

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