Medio Oriente, 48 ore di tregua in più a Gaza. L’Oms: “Non basta”. Torna Blinken

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MADRID. – Grazie alla mediazione di Egitto e Qatar, la tregua tra Israele e Hamas a Gaza è stata prorogata di due giorni, anche se questa mattina l’Oms è tornata a chiedere che il cessate il fuoco diventi duraturo in quanto la situazione nella Striscia si fa comunque, per i civili, sempre più drammatica. 

Addirittura, secondo la dottoressa dell’Oms Margareth Harris, c’è il rischio concreto che a causa del collasso del sistema sanitario, nell’enclave possano perdere la vita più persone a causa di malattie che per i combattimenti. 

In particolare, l’esponente dell’Organizzazione mondiale della sanità ha stigmatizzato la cessazione dell’operatività dell’ospedale Al-Shifa nel nord di Gaza come una “tragedia”, chiedendo inoltre il rilascio del personale medico incarcerato da Tsahal.

Nel frattempo, però, altri undici ostaggi israeliani (nove bambini e due donne, tutti provenienti dal kibbutz Nir Oz) sono stati rimessi in libertà in cambio di 33 prigionieri palestinesi – 30 bambini e tre donne – detenuti nelle carceri dello Stato ebraico. Con quest’ultimo rilascio sale quindi a 51 il numero degli israeliani liberati dall’inizio della tregua, insieme a 19 ostaggi di altre nazionalità. Finora, invece, 150 palestinesi sono stati rilasciati dalle carceri israeliane. 

Sul fronte diplomatico, va segnalato che il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, visiterà nuovamente Israele, Cisgiordania ed Emirati Arabi Uniti questa settimana. Blinken, secondo quanto si apprende, ribadirà la necessità di garantire un flusso sostenibile di aiuti umanitari a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas. Si tratterà della terza visita del capo della diplomazia americana nella regione dallo scoppio delle ostilità, lo scorso 7 ottobre.

Intanto, la portaelicotteri francese Dixmude ha attraccato in Egitto e potrebbe iniziare a essere utilizzata per curare i bambini feriti provenienti da Gaza alla fine di questa settimana. Lo ha reso noto il ministro della Difesa transalpino, Sébastien Lecornu. 

(Redazione/9colonne)