Jaén, l’ex Sindaco nega che il Psoe sia implicato nel “complotto” ai danni del Partito Popolare

MADRID – È un’accusa pesante: compravendita di voti nel corso delle comunali del 28 maggio scorso. Sarebbe accaduto a Jaén, capoluogo dell’omonima provincia dell’Andalusia. Coinvolti i due principali partiti del Paese, Psoe e Partito Popolare, i cui candidati si contendevano la carica di Sindaco.

Circa sei mesi or sono, membri del Psoe suggerivano che i conservatori fossero coinvolti in un tentativo di compra-vendita di voti. Ora, è stato rilasciato un mandato di cattura. Ma gli arrestati, invece di essere membri del Partito Popolare, pare siano simpatizzanti dei socialisti. Gli arrestati sono accusati di una messa in scena per attribuire ai “popolari” una presunta “compravendita” di voti ai danni del Psoe. Tra i coinvolti nello scandalo, un conoscente dell’ex sindaco socialista, Julio Millán. Questi ha negato ogni coinvolgimento nella losca faccenda ed escluso ogni implicazione del suo partito.

“Né io né nessuno nel mio gruppo abbiamo partecipato o indotto alcuna organizzazione per la compravendita di voti – ha detto -. Abbiamo sempre assicurato una procedura elettorale pulita e la difesa dell’interesse generale”,

Il PSOE, come si ricorderà, è stato il partito con il maggior numero di voti nelle comunali. Ma ciò non è stato sufficiente per assicurare che il proprio candidato fosse eletto Sindaco. Il Partito Popolare, alleandosi alla formazione “Jaén Merece Más”, raggiungeva  la maggioranza ed imponeva il proprio.

È stato il PSOE, il 27 maggio alla vigilia delle elezioni, a sporgere denuncia dopo essere venuto a conoscenza di messaggi telefonici che indicavano una presunta compravendita di voti,

“Quello che abbiamo fatto è stato cercare la verità, e ne siamo orgogliosi – ha rivendicato l’ex sindaco -. Se le indagine portano alla luce che un crimine è stato commesso da una o più delle persone coinvolte, è perché stiamo facendo il nostro lavoro”.

Redazione Madrid

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