Guerra in Medio Oriente: tregua per rilascio ostaggi, comunità internazionale plaude all’accordo

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MADRID. – Saranno annunciati nelle prossime ore i termini del cessate il fuoco temporaneo di 4 giorni dei combattimenti contro Hamas annunciato nella notte da Israele. “L’accordo – si legge in una nota – prevede il rilascio di 50 donne e bambini civili in ostaggio attualmente detenuti nella Striscia di Gaza in cambio del rilascio di un certo numero di donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Il numero delle persone rilasciate aumenterà nelle fasi successive dell’attuazione dell’accordo”.

L’accordo, “salvo proroga” come è stato specificato, prevede anche un aumento delle consegne di carburante e aiuti umanitari a Gaza. Hamas ha fatto sapere che la tregua dovrà portare al rilascio di 150 donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. L’organizzazione palestinese ha fatto sapere di accogliere con favore la “tregua umanitaria”.

“Le disposizioni di questo accordo sono state formulate secondo la visione della resistenza e dei suoi fattori determinanti che mirano a servire il nostro popolo e ad aumentare la sua fermezza di fronte all’aggressione” si legge in una dichiarazione.

“Sono straordinariamente gratificato che alcune di queste anime coraggiose, che hanno sopportato settimane di prigionia e una prova indicibile, saranno riunite con le loro famiglie una volta che questo accordo sarà pienamente attuato” le parole del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha ringraziato per il raggiungimento dell’accordo il lavoro di mediazione dello sceicco del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani e del presidente dell’Egitto Abdel-Fattah El-Sisi e affermato di “apprezzare l’impegno che il primo ministro Netanyahu e il suo governo hanno assunto nel sostenere una pausa prolungata per garantire che questo accordo possa essere pienamente portato a termine e per garantire la fornitura di ulteriore assistenza umanitaria per alleviare la sofferenza di famiglie innocenti palestinesi a Gaza”.

“L’accordo di oggi è una testimonianza dell’instancabile diplomazia e determinazione di molti uomini della nostra Amministrazione che si sono dedicati alla missione di riportare gli americani a casa” ha concluso. Tra di essi Abigail Edan, 3 anni, la cui sorella di 6 anni ed il fratello di 10 anni hanno visto i loro genitori uccisi. Intanto salgono a 69 i soldati israeliani finora morti nei combattimenti. Dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre, secondo Hamas Hamas 11.500 palestinesi sono rimasti uccisi nei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, tra cui 4.710 minori e 3.160 donne mentre si contano 29.800 feriti.

La comunità internazionale: “Ora più aiuti umanitari” 

La comunità internazionale accoglie favorevolmente l’accordo tra Israele e Hamas concluso sotto l’egida del Qatar. A cominciare dalla Cina: “Accogliamo con favore l’accordo temporaneo di cessate il fuoco tra le parti interessate e speriamo che possa contribuire ad alleviare la crisi umanitaria, contribuire ad allentare l’escalation e ridurre le tensioni”, ha dichiarato alla stampa un portavoce della diplomazia di Pechino, Mao Ning.

Di un “progresso” più che mai importante parla invece Berlino, anche se il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock scrive su X che “nulla al mondo potrà cancellare le sofferenze” patite dagli ostaggi. Per Baerbock “La tregua umanitaria deve essere utilizzata per fornire i necessari aiuti salvavita alla popolazione di Gaza”.

Londra, per bocca del suo ministro degli Esteri, David Cameron, parla da parte sua di “un passo cruciale”, una “opportunità per garantire maggiori volumi di cibo, carburante e altri aiuti che salveranno vite umane”. Cameron ha invitato “tutte le parti a garantire che l’accordo sia rispettato nella sua interezza”. Il Cremlino parla invece di una “buona notizia” e uno sviluppo “positivo” chiedendo una “soluzione duratura” del conflitto. Da Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron sottolinea su X: “Stiamo lavorando instancabilmente per garantire che tutti gli ostaggi vengano rilasciati”.

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha “accolto con grande favore” l’accordo sulla tregua umanitaria a Gaza e sul rilascio degli ostaggi di Hamas, invitando in un comunicato stampa ad “approfittare di questa pausa” per “intensificare” le attività di supporto umanitario. “Sono molto grata a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente attraverso i canali diplomatici nelle ultime settimane. La Commissione europea farà tutto ciò che è in suo potere per approfittare di questa pausa per organizzare un aumento degli aiuti umanitari a Gaza ”, ha dichiarato, aggiungendo di voler “intensificare le spedizioni di aiuti a Gaza il più rapidamente possibile”.

Sempre questa mattina, un alto funzionario dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania, Hussein Al-Sheikh, ha dichiarato che il “presidente Mahmoud Abbas e la sua leadership accolgono con favore l’accordo di tregua umanitaria” nella Striscia. In ogni caso, l’Autorità Palestinese “ribadisce l’appello per la completa cessazione dell’aggressione israeliana contro il popolo palestinese e l’ingresso degli aiuti umanitari” e rende omaggio alla mediazione del Qatar e dell’Egitto, ha aggiunto Al-Sheikh su X. Anche dalle Nazioni Unite giunge una nota per esprimere soddisfazione per il disco verde all’accordo tra Israele e Hamas.

Si tratta, ha affermato un portavoce del Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, di “un passo importante nella giusta direzione, ma c’è ancora molto da fare”. In tal senso, “Le Nazioni Unite mobiliteranno tutte le loro capacità per sostenere l’attuazione dell’accordo e massimizzare il suo impatto positivo sulla situazione umanitaria a Gaza”. L’accordo è stato accolto con favore anche dal direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, per il quale però tale risultato “non è sufficiente per porre fine alle sofferenze dei civili”.

(REDAZIONE/9COLONNE)