Manovra, Ue: “Italia non completamente in linea insieme ad altri 8 paesi”

Il Commissario europeo dell'economia, Paolo Gentiloni. EPA/OLIVIER HOSLET

MADRID. – L’Italia, insieme ad altri otto paesi, non è completamente in linea con le indicazioni di politica fiscale dell’Unione. Pertanto, l’Italia deve assicurarsi che le sue politiche fiscali per il 2024 seguano le raccomandazioni dell’Ue, riducendo la spesa corrente netta e, in alcuni casi, eliminare ulteriormente le misure di sostegno energetico. È il giudizio preliminare che la Commissione Europea, per bocca del Vicepresidente Esecutivo Valdis Dombrovskis, fa della manovra presentata dal governo Meloni.

L’Italia si trova in buona compagnia tra i paesi la cui situazione fiscale è solo parzialmente in linea: nella stessa situazione, infatti, si trovano anche Austria, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia. Dombrovskis ha anche affrontato la questione degli squilibri macroeconomici, osservando che, sebbene una forte crescita nominale abbia alleviato alcuni squilibri di lunga data, condizioni di finanziamento più strette hanno aumentato le preoccupazioni riguardo ai debiti elevati esistenti.

Revisioni approfondite

Le pressioni sui prezzi e sui costi continuano a divergere tra gli Stati membri, sollevando preoccupazioni riguardo a possibili perdite di competitività complessiva dell’UE, specialmente nei paesi con alta inflazione. Dombrovskis ha annunciato che la Commissione preparerà revisioni approfondite per i paesi che sono stati identificati con squilibri o squilibri eccessivi nel 2023, tra cui l’Italia.

Non si tratta, comunque, di una vera bocciatura: “i nostri sono inviti uniformi per i vari paesi – ha spiegato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni – e nel caso dell’Italia si tratta dei paesi che non sono pienamente in linea con le raccomandazioni del Consiglio Ue; c’è l’invito a prendere misure opportune, ma non a fare manovre correttive”.

Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, ribadiscer “Nessuna bocciatura, come afferma il commissario Gentiloni, ma solo rilievi, peraltro dovuti, oltre all’aumento dei tassi, alla pesante eredità del superbonus del governo Conte. Le opposizioni, per riflesso pavloviano, da un lato evocano una fantomatica bocciatura, ma, dall’altro, si guardano bene dall’ammettere le loro pesantissime responsabilità”.

(Redazione/9colonne)