È morta la piccola Indi Gregory, Meloni: “Abbiamo fatto quello che potevamo”

Il centro dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù dedicato al day hospital ed alla ricerca scientifica, presso San Paolo Fuori le Mura, Roma.
Il centro dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù dedicato al day hospital ed alla ricerca scientifica, presso San Paolo Fuori le Mura, Roma. ANSA/UFFICIO STAMPA

MADRID. – È morta la piccola Indi Gregory, la neonata inglese affetta da una grave malattia mitocondriale, che aveva ottenuto la cittadinanza italiana grazie all’intervento del governo della premier Giorgia Meloni, ma che non è stata trasferita all’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove avrebbe potuto ricevere cure palliative e assistenza, a causa della decisione dell’Alta Corte di Londra di staccare i macchinari che la tenevano in vita.

La notizia della morte di Indi, avvenuta la scorsa notte novembre ha suscitato dolore e indignazione tra i membri del governo italiano, che hanno espresso solidarietà alla famiglia Gregory e criticato la scelta dei giudici britannici. Tra le prime a intervenire è stata la stessa Meloni, che ha scritto su X: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile. Purtroppo, non è bastato. Buon viaggio piccola Indi”.

Anche il vicepremier Matteo Salvini ha espresso il suo cordoglio e la sua rabbia: “La piccola Indi Gregory non c’è più, una notizia che non avremmo mai voluto leggere. Il governo italiano ha fatto il massimo, offrendosi di curarla nel nostro Paese, purtroppo senza successo. Una commossa preghiera per lei e un sincero abbraccio ai suoi genitori”.

La questione etica

Salvini ha riportato anche le parole del papà di Indi, Dean Gregory, “Mia figlia è morta, la mia vita è finita all’1.45. Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella sua casa.  Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima. Sapevo che era speciale dal giorno in cui è nata, hanno cercato di sbarazzarsi di lei senza che nessuno lo sapesse ma io e Claire ci siamo assicurati che sarebbe stata ricordata per sempre”.

La morte di Indi ha riportato alla memoria altri casi simili, come quelli di Charlie Gard, Alfie Evans e Isaiah Haastrup, che hanno visto i genitori contrapporsi ai medici e ai giudici britannici per il destino dei loro figli malati. Casi che hanno sollevato questioni etiche, morali e legali sul ruolo dello Stato e della medicina nella gestione della vita e della morte, e hanno messo in evidenza le differenze tra i sistemi sanitari e giuridici dei vari Paesi.

(Redazione/9colonne)