Feijóo snobba il dibattito: “C’erano i candidati per l’opposizione”

Alberto Núñez Feijóo, leader del "Partido Popular"

MADRID – “Ieri c’è stato un dibattito tra leader dell’opposizione”. È così che Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare spagnolo, ha definito il confronto tra candidati premier alle elezioni di domenica organizzato da RTVE, e a cui lui si è rifiutato di partecipare. Dato per favorito dai sondaggi, l’ex governatore galiziano ha dovuto fare i conti con acque agitate negli ultimi giorni della campagna elettorale, diventando protagonista di alcune polemiche. Nonostante ciò, si considera completamente sicuro di vincere. “È il momento del cambiamento”, è lo slogan elettorale del PP che anche lui ripete da giorni. Uno dei suoi obiettivi, aggiunge, è quello di “rifondare un partito ampio di centrodestra per fermare il movimento indipendentista e il populismo”.

Parlando in mattinata ai microfoni di RNE, il leader popolare ha detto di aver visto “quasi tutto” il dibattito. “Solo l’ultimo blocco credo di non averlo visto intero”, ha precisato. Aggiungendo, però che non gli è parso di sentire “nessuna novità” di interesse per gli spagnoli. D’altro canto, si è sentito chiamato in causa personalmente più di una volta. “Per non aver partecipato al dibattito, credo di esser stato la persona più citata”, ha detto con una battuta.

Per motivare la decisione di disertare l’appuntamento, Feijóo ha spiegato che lui avrebbe preferito un dibattito anche con i candidati di formazioni minori che possono risultare decisive per la formazione di un governo. “Sánchez no ha voluto confrontarsi con tutti e sette”, ha detto, “mentre io avevo detto sì”.

Un modo di rispondere alla frecciata lanciata dal premier uscente ieri sera rivolgendosi al leader degli ultraconservatori di Vox, Santiago Abascal. “La verità è che Feijóo si vergogna di presentarsi al suo fianco: non si vergogna dei suoi voti, – aveva affermato – non si vergogna di governare insieme a lei nelle regioni, ma di stare qui sì”.

Nel corso di oggi, Feijóo ha ripreso gli impegni elettorali dopo averli sospesi parzialmente ieri a causa di una lombalgia. Intervenendo in un comizio a Valencia, l’attuale leader dell’opposizione è tornato ad attaccare Sánchez per aver convocato elezioni in estate. “Se sarò premier, modificherò la legge elettorale in modo che le elezioni generali non possano essere indette in Spagna nei mesi di luglio e agosto. Perché non è ragionevole”, ha affermato.

Lui stesso, quando era governatore della Galizia, convocò una tornata elettorale in questo periodo dell’anno: la decisione risale al 2020, anno in cui prima anticipò le elezioni da settembre al 5 aprile, salvo poi spostarle al 12 luglio causa pandemia di Covid. La data scelta fu quella considerata più idonea data la situazione sanitaria. Dall’appuntamento con le urne, il popolare uscì con maggioranza assoluta a proprio favore.

Redazione Madrid