Il Tribunale dell’UE toglie l’immunità parlamentare a Puigdemont

Il leader catalano Carles Puigdemont.
Il leader catalano Carles Puigdemont. EPA

MADRID – Le carte in tavola cambiano ancora. E in questo caso c’è di mezzo la giustizia europea. Il Tribunale dell’UE ha stabilito la revoca dell’immunità parlamentare per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e i suoi allora assessori Toni Comín e Clara Ponsatí, tutti e tre attuali eurodeputati. La decisione, che ritiene infondata la richiesta dei diretti interessati di mantenere in vigore questa protezione nonostante fosse già stata ritirata dal Parlamento Europeo, riapre le porte a uno scenario temporaneamente accantonato: quello di un possibile nuovo mandato di cattura internazionale da parte della Spagna nei confronti del leader secessionista. Nel frattempo, Puigdemont  ha tuttavia annunciato di voler presentare ricorso rispetto alla risoluzione odierna.

Il caso riguardante Puigdemont e altri membri del suo governo regionale risale all’autunno del 2017, quando venne organizzato un referendum non autorizzato sulla secessione della Catalogna, a cui seguì un tentativo di dichiarazione unilaterale d’indipendenza dalla Spagna rimasto però senza effetti. Alla luce di quei fatti, si aprì una lunga causa giudiziaria.

Alcuni dei politici coinvolti, tra questi lo stesso Puigdemont, si trasferirono all’estero; altri, come l’allora vicepresidente regionale Oriol Junqueras, vennero invece arrestati e successivamente condannati a diversi anni di carcere. Nei confronti dei leader andati all’estero, la giustizia spagnola emesse mandati d’arresto internazionali.

Quelli riguardanti Puigdemont, Comín e Ponsatí vennero bloccati dopo l’elezione dei tre come eurodeputati nel 2019. Su richiesta della giustizia iberica, l’immunità parlamentare di cui godevano è stata poi però loro ritirata dal Parlamento Europeo a marzo 2021. Ma tale decisione è rimasta in sospeso per i ricorsi dei diretti interessati.

Ora, il Tribunale UE ha decretato il respingimento di quei ricorsi, con una decisione non certo gradita al mondo dell’indipendentismo radicale. “Sicuramente abbiamo lavorato molto per ottenere un’altro tipo di sentenza, ma stavamo anche preparando la strada da seguire nel caso in cui l’esito fosse quello che è stato comunicato oggi”, ha detto lo stesso Puigdemont a pochi minuti dalla pubblicazione della nota con cui è stata comunicata l’ultima decisione sul suo caso.

L’ex leader regionale catalano resta imputato in patria per “disubbidienza” e “malversazione aggravata”. Tuttavia, sugli eventuali sviluppi della vicenda giudiziaria che lo riguarda rimangono ancora aperte diverse incognite. Resta ad esempio da capire se la giustizia del Belgio, dove risiede ora, sarà disposta ad accogliere un’eventuale nuova richiesta di estradizione nei suoi confronti da parte della Spagna.

La sentenza europea è stata invece accolta “con molta soddisfazione dal governo spagnolo. “Puigdemont deve presentarsi di fronte alla giustizia spagnola”, ha detto la ministra della Giustizia Pilar Llop, “questa sentenza respinge integralmente i suoi reclami”.

Francesco Rodella / Redazione Madrid