MADRID — “Possibili violazioni della normativa”. È il sospetto che l’Agenzia spagnola di protezione dei dati (AEPD), il garante della privacy iberico, fa ricadere su OpenAI, la proprietaria del discusso software di intelligenza artificiale ChatGPT, specializzato nella conversazione con un utente umano. Ed è per questo che l’organismo ha aperto un’indagine a riguardo. Un movimento sulla stessa linea di quelli di altri Paesi, a cominciare dall’Italia, dove il garante ha limitato provvisoriamente il trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di OpenAI.
Come riporta l’ANSA, proprio oggi il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDBP) ha deciso di lanciare una task force su ChatGPT per scambiare informazioni su eventuali interventi delle autorità nazionali competenti a riguardo. “I membri dell’EDBP hanno discusso la recente azione esecutiva intrapresa dal Garante italiano per la protezione dei dati personali nei confronti di Open Ai in merito al servizio ChatGpt. L’EDBP ha deciso di lanciare una task force dedicata per promuovere la cooperazione e scambiare informazioni su possibili misure di esecuzione condotte dalle autorità di protezione dei dati”, si legge in una nota.
In una nota, l’AEDP ha spiegato di aver intrapreso “d’ufficio” un’inchiesta volta a verificare se OpenAI stia commettendo irregolarità attraverso il suo software per quanto riguarda i dati personali, un ambito rigidamente regolato a livello europeo. L’azione annunciata è inserita nel quadro di una cooperazione con agenzie omologhe degli altri Stati membri dell’Unione Europea, aggiunge il comunicato.
ChatGPT ha suscitato un notevole interesse per le sorprendenti capacità di interazione comunicativa con utenti umani e di rapido apprendimento artificiale di nuove abilità in questo senso. Tuttavia, ha anche suscitato timori per possibili effetti non controllabili.
In Italia, il Garante ha dato a OpenAI tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola con la normativa sulla privacy e poter così tornare accessibile.
Redazione Madrid
