Parco del Doñana, esplode la polemica per il piano agricolo di Moreno

Scorcio della laguna di Doñana.
Scorcio della laguna di Doñana. (Foto cortesia)

MADRID — Scontro aperto sull’asse Siviglia-Madrid. Partito Popolare e Vox vanno avanti dritto per dritto in Andalusia con un controverso piano agricolo per l’estensione di zone coltivabili nei pressi del fragile Parco del Doñana. È la polemica con l’esecutivo centrale, frontalmente contrario all’iniziativa così come Bruxelles, è servita. Mentre la Commissione europea minaccia sanzioni, il governo Sánchez si dice disposto a fare “tutto il possibile” per bloccare i piani del governatore Juanma Moreno e i gruppi politici che lo sospendono.

La proposta di legge in questione, presentata dal PP di Moreno insieme agli ultraconservatori di Vox, prevede appunto l’estensione dei permessi per coltivare in punti in cui attualmente tale pratica è illegale. Un’iniziativa volta, secondo il leader andaluso e i suoi, “dare risposte” alle storiche rivendicazioni degli agricoltori della zona, dove le attività legate soprattutto alla coltivazione di fragole e frutti di bosco sono un motore economico.

Stando a gruppi ambientalisti come il Wwf, ampliare le aree coltivabili nei pressi del Doñana può tuttavia mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza del parco, già seriamente minacciato da una situazione di grave siccità e dall’abuso della sua falda acquifera sotterranea proprio per le attività agricole intensive non autorizzate che hanno proliferato nei dintorni.

Già nella scorsa legislatura, i partiti di destra hanno tentato di far approvare una misura simile a quella proposta adesso, senza tuttavia riuscirci per tempi tecnici insufficienti. Come allora, anche adesso PP e Vox sostengono che il loro piano agricolo non danneggerà Doñana. Proprio oggi, il Parlamento regionale andaluso ha autorizzato l’inizio di un iter urgente per la discussione della nuova proposta.

A suo tempo, la Spagna è già stata condannata dalla giustizia europea per gli abusi nelle aree prossime al parco. E di recente, secondo media iberici, la Commissione Europea ha avvertito per iscritto la Spagna della possibile applicazione di sanzioni nel caso in cui si ampliassero le aree coltivabili. “La norma minaccia direttamente un ecosistema prezioso”, ha commentato la ministra della Transizione Ecologica, Teresa Ribera.

Redazione Madrid