Yolanda Díaz su Sumar: “Vogliamo un progetto di Paese per governare”

MADRID — Un “progetto di Paese” per puntare a “governare”. Si moltiplicano gli indizi lanciati dalla vicepremier Yolanda Díaz sugli obiettivi di Sumar, il movimento politico lanciato ufficialmente ormai già sei mesi fa e ora in fase di consolidamento. Mentre si avvicina sempre più un intenso ciclo elettorale che vedrà in Spagna susseguirsi, nel giro di pochi mesi, tornate comunali, regionali e nazionali. “Questo progetto non consiste nel restare in un angolo dello scacchiere”, ha detto oggi Díaz in un meeting organizzato a Madrid, “lo sguardo dev’essere rivolto alla profondità delle maggioranze sociali”.

L’atto politico odierno era stato annunciato da Sumar come un momento pensato per fare il punto della situazione dopo un periodo di eventi organizzati in varie zone della Spagna, con la partecipazione di Díaz stessa, per favorire “l’ascolto della cittadinanza”. E in effetti, sul palco del ‘Espacio Rastro’, situato nel quartiere di Lavapiés, si sono susseguiti diversi oratori: si trattava degli esperti che hanno coordinato i “gruppi di lavoro” interni incaricati, nei mesi scorsi, di stilare linee programmatiche guida per il movimento.

Tra le persone intervenute, c’è stato anche il ministro delle Università Joan Subirats, “Bisogna dare una risposta collettiva a sfide epocali per poter avanzare”, ha detto questi, “offrire un nuovo sentire comune di protezione e sicurezza di fronte all’incertezza”. I temi toccati nei vari discorsi sono stati svariati, dalle proposte in materia di gestione della sanità pubblica alle idee per valorizzare i giovani.

L’intervento di Díaz è arrivato in chiusura. La leader non ha fatto annunci ufficiali in merito al possibile futuro elettorale di Sumar, una questione che sta generando forti aspettative politiche e mediatiche. Tuttavia, alcuni dei messaggi lanciati sono risuonati come riferimento velato a un orizzonte di questo tipo. “Sumar è la chiave per aprire un nuovo decennio progressista in Spagna”, ha detto la vicepremier, “è la garanzia per questo nuovo Paese progressista”.

L’eventualità che Sumar partecipi alle prossime politiche, con la vicepremier come candidata, è del resto una delle principali incognite irrisolte sul progetto. In particolare, uno dei dubbi più ricorrenti riguarda il possibile rapporto di questo movimento con Unidas Podemos, la coalizione di partiti della sinistra attualmente al governo insieme al Partito Socialista (e di cui la stessa Díaz è rappresentante nel governo).

“In Sumar manca molta gente, manca ancora troppa gente per poter unire tutti bene insieme”, ha detto oggi la leader politica, senza riferimenti specifici. Negli ultimi giorni, diversi esponenti del partito Podemos si sono detti pronti a discutere di un’eventuale “coalizione”, chiedendo a Díaz di comunicare al più presto se vuole candidarsi.

Nel suo discorso odierno, Díaz ha lanciato proposte come “cambiare il modello normativo della sanità di base”, “regolare il prezzo degli affitti” o “ridurre la giornata lavorativa”. “Bisogna occuparsi dei problemi comuni della gente”, ha aggiunto, sostenendo che il suo progetto si oppone a un neoliberalismo che “è sconfitto intellettualmente”, ma va “battuto anche politicamente”.

Uno dei principali difensori di tali politiche neoliberaliste in Spagna, a detta della vicepremier Díaz, è l’attuale leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo.

Francesco Rodella / Redazione Madrid